Pietro Genovese rischia una condanna cinque anni di carcere per duplice omicidio stradale. La richiesta è stata fatta dal pm davanti al gup Gaspare Sturzo. Il giovane sta affrontando il rito abbreviato (la decisione spetta al gup e non si andrà a processo ordinario. Genovese, però, beneficerà dello sconto di un terzo della pena) per aver investito e ucciso Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli lungo corso Francia, Roma, nella notte del 22 dicembre 2019. La seconda e ultima udienza davanti al gup si svolgerà il prossimo 16 ottobre. La sentenza sarà emessa il 30 ottobre

Gaia e Camilla investite e uccise a corso Francia

Genovese, hanno ricostruito gli inquirenti, stava percorrendo corso Francia a una velocità di 90 chilometri all'ora, superiore di molto al limite. Era ubriaco e al momento dell'investimento delle due 16enni si trovava al telefono. Avrebbe preso in pieno Gaia e Camilla alcuni metri dopo le strisce pedonali. Le due ragazze, infatti, non avrebbero attraversato sulle strisce e Genovese sarebbe passato con il semaforo verde (sarebbe stato rosso, invece, per le ragazze). Su questi due punti differisce la ricostruzione del perito di parte civile: l'impatto sarebbe avvenuto sull'attraversamento pedonale e le ragazze avrebbero attraversato con il semaforo verde. Una perizia ha ricostruito che la visuale di Genovese era oscurata dalla presenza di un'altra macchina e che quindi non ha visto Gaia e Camilla. Allo stesso tempo, però, l'impatto poteva essere evitato se il ragazzo avesse proceduto rispettando i limiti di velocità.

Genovese: "Non le ho viste, la mia vita è distrutta"

"Sono partito con il semaforo verde e non ho visto le due ragazze attraversare. Ma non volevo uccidere nessuno né volevo scappare. La mia vita è distrutta", ha dichiarato in aula Genovese. Al gup ha detto di aver trascorso la serata a casa di amici per festeggiare il ritorno dall'Erasmus di uno di loro.

Il papà di Gaia: "Perdonerò Genovese quando capirà cosa ha fatto"

In un'intervista rilasciata a Panorama Edward Von Freymann, il papà di Gaia, ha parlato dell'incidente in cui ha perso la vita la figlia: "La conoscevo, era una ragazza prudentissima, i compagni la prendevano in giro perché cercava sempre le strisce pedonali per attraversare. Gaia non avrebbe voluto fare la mia fine (ha subito un grave incidente all'Eur anni fa ndr.)". In merito a Genovese ha dichiarato: "Non credo che Pietro Genovese si sia ancora reso conto della gravità di ciò che ha provocato la sua condotta. Ha distrutto due famiglie, lo perdonerò solo quando capirà che cosa ha fatto".

"Genovese dimostra di non aver capito nulla di quello che ha fatto: solo una banale giustificazione per evitare pene dure. Ennesimo schiaffo alle famiglie. Alle quali nessuno pensa, ci sono due ragazze che non torneranno più a casa, due giovani di 16 anni nel fiore dei loro anni, falciate da un ubriaco che oggi ha anche il coraggio di giustificarsi senza chiedere perdono, senza pentimento. Ennesima dimostrazione che servono pene vere, e serve il carcere per queste persone", ha dichiarato Alberto Pallotti, presidente dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus.