Ogni giorno al pronto soccorso del Policlinico Gemelli arrivano decine di ambulanze e la maggior parte con a bordo pazienti Covid. Un flusso molto spesso superiore alla capacità diagnostica del reparto e che costringe le ambulanze a diventare luoghi di isolamento, per diverse ore, per i sospetti contagiati. Spiega a Fanpage.it il professor Francesco Franceschi, il responsabile del pronto soccorso del Gemelli: "Il pronto soccorso vive se c'è un corretto bilanciamento tra flusso in entrata e il flusso in uscita dei malati. Quando questo non avviene, ossia il flusso in entrata supera il flusso in uscita, ecco che sorgono dei problemi. E quindi si creano delle code di pazienti che attendono di essere visti e anche code di ambulanze. Queste ultime devono trasportare il paziente, affidarlo all'infermiere del triage, ma in quel momento il pronto soccorso è in sovraffollamento e quindi ci si trova a dover fare aspettare anche le ambulanze". Nel corso della scorsa settimana, afferma Franceschi, ci sono state giornate molto critiche e i numeri sono in aumento: "Normalmente la criticità aumenta con il passare delle ore durante la giornata. Siamo arrivati ad avere 7 8 ambulanze in coda. Avevamo presenti 132 pazienti in pronto soccorso con 72 pazienti in attesa di ricovero. La maggior parte erano pazienti Covid. Noi abbiamo 60 postazioni in barella, 30 per non Covid e 30 Covid. Quando finisci il numero di postazioni non puoi più accoglierli e ovviamente non puoi neanche mescolarli con gli altri. Quando gli spazi del pronto soccorso sono occupati, la cosa più intelligente che possiamo fare è utilizzare l'ambulanza come mezzo di isolamento".

Franceschi: "Venite al pronto soccorso con complicanze serie, non bastano febbre e tosse"

La raccomandazione del professor Franceschi è quella di recarsi al pronto soccorso soltanto se i pazienti presentano complicanze del Covid: "Non basta avere febbre e tosse, ma chiare complicanze e la maggiore di queste è la difficoltà respiratoria. Addirittura vengono pazienti spaventati perché hanno avuto un contatto con un positivo e vogliono effettuare il tampone, ma non è questo il compito del pronto soccorso". Il livello di stress, spiega il medico, "è elevatissimo, eccessivo in questo momento e i numeri sono in aumento. Questo genera molta preoccupazione tra il personale, che lavora in uno spazio Covid e poi va a casa con la paura di essere contagiato, prima o poi, da questo virus".