Martina Scialdone, uccisa dall'ex a Roma

Femminicidio Martina Scialdone, l’autopsia: “Colpo sparato da vicino, morta dopo vari minuti”

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I risultati dell’esame effettuato dal medico legale escludono che si sia trattato di un colpo partito per sbaglio. Costantino Bonaiuti ha sparato dall’alto verso il basso, recidendo l’arteria polmonare di Scialdone.
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Un colpo sparato dall'alto verso il basso, che le ha trapassato la spalla e perforato la scapola, recidendo l'arteria polmonare. Questo è quanto emerso dall'autopsia effettuata dal medico legale sul corpo di Martina Scialdone, l'avvocata di trentacinque anni uccisa da Costantino Bonaiuti, funzionario Enav ed ex della donna. Quest'ultima non è morta subito: dopo aver esclamato ‘Mi ha sparato davvero?' si è accasciata a terra e si è spenta dopo pochi minuti, tra le braccia del fratello.

Il colpo è stato sparato da una distanza tra i quaranta e i cinquanta centimetri. Un risultato compatibile con quanto dichiarato dal fratello della vittima, Lorenzo Scialdone, che ha spiegato agli inquirenti come fossero tutti a una distanza di nemmeno un metro l'uno dall'altro.

"Ho visto che Bonaiuti puntava l’arma e ha sparato. Si trovava a un metro. Forse mezzo metro", le parole del fratello agli agenti della Squadra Mobile. I risultati dell'esame e le parole dei testimoni stridono con quanto dichiarato da Bonaiuti stesso e dal suo legale, Fabio Taglialatela, che parlano di colpo partito accidentalmente. "Non si tratta di un omicidio volontario o preterintenzionale, qui parliamo di un tragico errore, una persona che forse voleva porre fine alla sua vita e per sbaglio ha posto fine a quella di un'altra persona", le parole dell'avvocato, che ha definito Bonaiuti un'altra vittima, che soffrirà per tutta la vita per il grande danno che ha provocato ad altri".

"Quello è accaduto la sera in cui Martina Scialdone è morta è abbastanza semplice e lineare nella sua gravità assoluta: c'è stato un omicidio – ha dichiarato Mario Scialla, avvocato della famiglia Scialdone – Omicidio che è avvenuto tra l'altro davanti ad un testimone oculare, che è il fratello, che ha sorretto immediatamente la sorella, la quale era vicino a lui, stava perdendo i sensi e di lì a poco sarebbe morta". Bonaiuti si trova in carcere dal momento del femminicidio: arrestato poche ore dopo aver ucciso Martina, non ha opposto resistenza quando i poliziotti hanno bussato alla sua porta.

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