Falsi messaggi dalla banca e finti ritardi nella consegna di ordini: 171 denunce per truffa, restituiti 185mila euro

I carabinieri della Compagnia Roma Parioli, tra ottobre 2025 e gennaio 2026, hanno denunciato 171 persone per truffa aggravata. Secondo gli investigatori, ci sarebbero stati loro dietro le truffe online che portavano le vittime a versare loro ingenti somme di denaro perché ingannati con messaggi ingannevoli o a fornire dati sensibili fingendo ritardi nella consegna di acquisti a domicilio. I militari sono riusciti anche a recuperare una somma complessiva pari a circa 185mila euro, restituita alle vittime dei raggiri.
Gli accertamenti sono stati condotti negli ultimi mesi dalle Stazioni di carabinieri dipendenti della Compagnia Roma Parioli, partendo dalle numerose denunce presentate da cittadini che avevano subito raggiri sul web. Gli investigatori hanno lavorato per ricostruire la filiera dei pagamenti illeciti, incrociando accertamenti bancari, verifiche su carte di credito e l'esame dei social network utilizzati per agganciare le vittime. Inoltre, grazie alle analisi dei tabulati telefonici e al monitoraggio dei flussi finanziari presso i gestori, i militari hanno ricostruito le varie modalità di truffa.
Per esempio, tra le più diffuse c'è quella che consiste nell'inviare alla vittima messaggi ingannevoli sul proprio smartphone fingendo che provenga dal suo istituto bancario. Così facendo, il truffatore allertava il soggetto su presunte operazioni sospette in corso e lo invitava a contattare un falso "ufficio antifrode". Al raggirato si raccomandava di non parlare con le forze di polizia o con l'operatore bancario perché indicati falsamente come collusi e, alla fine, lo convincevano a effettuare bonifici immediati verso conti indicati dai truffatori come "sicuri" per tutelare i propri beni. In altri casi ancora, riuscivano a carpire direttamente le credenziali dell’home banking per svuotare i conti.
Molto comune anche il raggiro legato a finti ritardi nella consegna di acquisti online. In quel caso, la vittima veniva rimandata a siti-trappola per fornire dati sensibili o nuovi pagamenti. Questi falsi portali ricalcavano l'interfaccia di quelli più noti, offrivano fittizie coperture assicurative a prezzi vantaggiosi, ma era tutto finalizzato a farsi pagare dagli utenti ignari del raggiro.
Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, i carabinieri hanno denunciato in tutto 171 persone perché gravemente indiziati del reato di truffa aggravata. Di questi, 149 sono italiani e 22 di origine straniera. Sono stati giù restituiti 185mila euro ottenuti attraverso le truffe.