Fabbrica in fiamme a Bagnoregio, si alzano i livelli di diossina nell’aria dopo l’incendio

Si sono conclusi gli approfondimenti eseguiti da Arpa, l'Agenzia Regionale Protezione Ambientale, del Lazio sulla qualità dell'aria dopo l'incendio che ha colpito l'ex stabilimento Alta di Bagnoregio nei giorni scorsi. Analizzati, i risultati sembrano far emergere una situazione complessa: il campionatore installato per il monitoraggio dell'aria ha evidenziato livelli elevati, con un forte inquinamento a seguito dell'incendio, quando si è alzata in aria una nube tossica.
Non è raro che dopo roghi di questo genere cambia la situazione dell'aria che si respira nelle zone limitrofe. Non a caso il sindaco Luca Profili ha subito firmato un'ordinanza con misure precauzionali in un raggio di due chilometri dall'area. Le ricerche hanno riguardato, in particolare, la presenza di diossine, Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e Pcb (policlorobifenili). Il dato relativo alle diossine è sette volte superiore a quello suggerito dall'Oms.
Secondo quanto riportato dall'Arpa nella tabella presente nell'immagine in basso, il campione raccolto nei due giorni immediatamente successivi all'incendio parla chiaro: le Diossine teq hanno raggiunto 0,7 (pg/m³), il valore del Benzo(a)pirene è di 3,7 (ng/m³) e i livelli di Pcb sono pari a 70 (pg/m³).

I valori dell'aria di Arpa Lazio dopo il monitoraggio
Come precisato dalla stessa Arpa, però, in questi casi può essere difficile stabilire i livelli di aumento poiché non esiste un riferimento normativo in aria ambiente. Secondo l'OMS, però, le concentrazioni di tossicità equivalente (TEQ) di diossine e furani in ambiente urbano sarebbero pari a circa 0,1 pg/m3, ma questo valore cambia da zona a zona, "mentre concentrazioni superiori a 0,3 pg/m3 indicano la presenza di una fonte di emissione localizzata, ovvero significano che l’incendio ha effettivamente generato diossina".
Prendendo in analisi il documento dell'Oms, però, la situazione si presenta come allarmante: il valore delle diossine è sette volte superiore a quello suggerito.
Tra gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) normalmente rilevabili il benzo(a)pirene è l'unico per cui esiste un decreto legislativco, il 155/2010, che prevede un valore limite come concentrazione media annua pari a di 1 ng/m3. Anche in questo caso, però, trattandosi di media annua, non è direttamente confrontabile con i valori misurati in occasione di incendi, e viene riportato solo come riferimento informativo. Una situazione analoga è quella dei policlorobifenili (PCB) per cui non esistono limiti normativi: il documento Air quality guidelines for Europe 2000 dell'Oms indica che le misure di concentrazioni in area ambiente danno risultati estremamente variabili oscillanti tra 3 pg/m3 (in siti non industriali) e 3.000 pg/m3 (in siti industriali o aree urbane).
Le indagini sul rogo
Nel frattempo, però, non si arrestano le indagini sul caso. La Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo tramite il pm Flavio Serracchiani e ha disposto il sequestro del capannone e del territorio circostante per un totale di circa 2mila 500metri quadrati nei quali venivano trattati materiali plastici: si indaga per incendio colposo.
L'incendio sarebbe partito dal tetto della struttura, dove erano in corso dei lavori di sostituzione dell'amianto con nuovi pannelli fotovoltaici.