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Ex poliziotto picchiato a morte perché aveva chiesto un caffè: badante condannato a 21 anni

Condannato a 21 anni il badante che ha aggredito Nicolò Caronia, 94 anni, ex poliziotto, il 2 giugno 2024. La vittima è morta due mesi dopo.
A cura di Francesco Esposito
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Nicolò Caronia, ex poliziotto morto a 94 anni
Nicolò Caronia, ex poliziotto morto a 94 anni

È stato condannato a 21 anni di carcere per omicidio volontario il badante che, la mattina del 2 giugno 2024, ha picchiato brutalmente, fino a provocarne la morte, Nicolò Caronia, 94 anni, poliziotto in pensione. La sentenza è stata pronunciata martedì 13 gennaio 2026 dalla Corte d’Assise di Roma, che ha riconosciuto la piena responsabilità di Nawela Mahagama Rallaage Sachim Kevinda, 33 anni, cittadino srilankese, accusato di essersi accanito sull’anziano che avrebbe dovuto assistere.

L'aggressione dopo la richiesta di un caffè

La vicenda si è consumata nell’abitazione dell’anziano, proprio nel giorno della Festa della Repubblica. Dopo la colazione, Caronia si era rimesso a letto. Poco prima di pranzo aveva chiesto al badante di preparargli un caffè. Da lì, secondo l’accusa, l’escalation: il 33enne avrebbe iniziato a colpirlo con estrema violenza, lasciandolo poi riverso a terra in una pozza di sangue prima di chiudersi nella propria stanza.

A dare l’allarme è stato il figlio, insospettito dal silenzio del padre al telefono. Raggiunta l’abitazione, ha trovato l’anziano agonizzante e il badante in stato di ebbrezza. Per quest’ultimo sono scattate immediatamente le manette. Caronia è stato ricoverato in ospedale, dove è rimasto fino alla morte, avvenuta due mesi più tardi, il 27 agosto.

Il figlio di Caronia: "Fatta giustizia per un servitore dello Stato"

In aula era presente il figlio della vittima, Fabrizio, informatico, che ha seguito tutte le udienze senza costituirsi parte civile. Una scelta precisa, spiegata subito dopo la lettura della sentenza: "Volevo vedere con i miei occhi che fosse fatta giustizia per un servitore dello Stato. Sono soddisfatto che la legge abbia vinto, non cercavo vendetta. Per questo non mi sono costituito parte civile. Oggi lo Stato mi ha dimostrato di non aver abbandonato mio padre". ha dichiarato.

Nel corso del dibattimento è emerso anche il clima di tensione che caratterizzava la convivenza: l’imputato avrebbe spesso insultato e provocato l’anziano, infastidito anche dal suo passato nelle forze dell’ordine. Una storia che si è chiusa con una condanna pesante, ritenuta congrua dalla Corte per la ferocia dell’aggressione.

Nicolò Caronia partecipò a indagini su sequestro Moro

Nicolò Caronia aveva dedicato gran parte della sua vita allo Stato. Entrato in polizia, aveva prestato servizio prima a Genova e poi a Roma. Negli anni Settanta aveva partecipato alle indagini per il sequestro di Aldo Moro, contribuendo alle ricerche del covo delle Brigate Rosse. "Per due mesi non è mai tornato a casa", ha ricordato il figlio con orgoglio. Anche il 2 giugno 2024, nonostante l’età e le difficoltà fisiche, Caronia aveva voluto assistere alle celebrazioni della Repubblica, l’istituzione che aveva servito per tutta la vita.

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