Ex Mercati Generali a Roma, diffida legale al Comune: “No a svendita di aree pubbliche ai privati”

Gli alberi sono stati tagliati, la flora caratteristica delle zone umide, sviluppatasi in vent'anni di abbandono, non c'è più. Il progetto per la riqualificazione degli Ex Mercati Generali di via Ostiense a Roma non è ancora stato presentato, ma la convenzione stipulata lo scorso novembre dal Campidoglio con il fondo immobiliare texano Hines va avanti, così come l'obiettivo di costruire uno studentato privato da duemila posti. Così, dopo le assemblee pubbliche e i cortei di protesta, il Comitato per la Difesa degli Ex Mercati Generali annuncia il ricorso alle vie legali incominciando da una diffida volta a "fermare quello che riteniamo una svendita d'un immensa area pubblica", scrive il comitato.
Comitato per la Difesa degli Ex Mercati Generali: "I cittadini sono contrari al progetto"
"In questi mesi abbiamo costruito un percorso ampio e partecipato insieme a centinaia di cittadini: abbiamo organizzato due conferenze urbanistiche pubbliche, promosso un grande corteo cittadino, portato avanti un lavoro costante di informazione e sensibilizzazione e partecipato anche ai tavoli convocati dall’amministrazione – continuano gli attivisti contrari al progetto -. Tavoli che, nei fatti, si sono rivelati finti momenti di partecipazione, ma che hanno comunque visto una grande presenza di cittadini, i quali in maniera chiara e maggioritaria hanno espresso il loro dissenso per il progetto, chiedendo al Comune di fermarsi".
Nonostante l'apertura della consigliera capitolina Valeria Baglio al termine di un assemblea pubblica movimentata in cui sono stati annunciati i tavoli di confronto con la cittadinanza svolti il 30 gennaio, il 6 e il 13 febbraio, la concessione ad Hines sembra non essere mai stata realmente in discussione. Dagli incontri, però, la Giunta capitolina ha recepito tre indicazioni di modifica al progetto.
Le modifiche al progetto: centro "verticale", più alberi e meno parcheggi
Innanzitutto, la creazione di un centro polifunzionale "verticale"da destinare alla musica "gestito auspicabilmente dall'amministrazione capitolina ed aperto a forme di collaborazione" con associazioni del territorio, come si legge nella memoria firmata dagli assessori ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini, e all'Urbanistica, Maurzio Veloccia. Poi modifiche che privilegino il verde urbano di "qualità" con più permeabilità e "disposizioni planimetriche che rendano possibile una superficie del parco urbano di ampie dimensioni". Terzo punto è la parziale delocalizzazione dei posti auto interrati in zone vicine. Questo per aumentare le "aree a permeabilità profonda" e consentire di piantare alberature più grandi, ma anche per evitare che l'area diventi una sorta di mega parcheggio.
Nei nove ettari a cavallo fra i quartieri di Ostiense e Garbatella, resteranno le sale per eventi, gli spazi per coworking, le aree sportive e uno studentato privato da duemila posti letto con camere a prezzi superiori ai mille euro al mese. "L’Amministrazione continua a non ascoltare. Per questo oggi diciamo con forza: adesso basta. Con la diffida legale e con le azioni che metteremo in campo, lanciamo all’Amministrazione un ultimatum chiaro: fermatevi. I cittadini non vogliono questo progetto", continua il comunicato, che si chiude con un invito alla conferenza stampa di mercoledì 15 aprile alle 12 alla Città dell'Altra Economica, in cui verrà presentato il contenuto della diffida e ribadite le criticità del progetto sull'area.