Isola del Liri è un comune di poco più 11 mila abitanti nella provincia di Frosinone. Il nome "Isola" dal luogo in cui sorge il centro storico della città, una piccola isola formata dai bracci del fiume Liri. L'affluente si biforca all'altezza del Castello Boncompagni Viscogliosi e crea due splendide cascate: la più piccola a destra, chiamata "Valcatoio", e la "Grande" a sinistra. In particolare quest'ultima è alta circa 27 metri, la più alta in Europa. Le origini di questo incantevole borgo risalgono all' Età antica quando i romani colonizzarono Sora ed estesero le loro conquiste lungo il Liri.

Castello Boncompagni Viscogliosi

È monumento nazionale e sorge nel punto in cui il fiume Liri si biforca nei due bracci che formano l'isola. Il primo documento storico che cita questo edificio è una "bolla pontificia" di Papa Pasquale II al vescovo di Sora risalente al Medioevo. A quei tempi il castello era poco più di una fortezza a difesa della valle. Nel XV secolo divenne la residenza ducale della nobile famiglia Della Rovere che ne fecero la sede principale delle attività politiche. In seguito l'edificio prese il nome di Boncompagni, quando l'omonima famiglia acquisì la proprietà nel 1580. Durante la permanenza dei Boncompagni la città conobbe un lungo periodo di prosperità. Furono costruiti diversi edifici religiosi, oggi meta turistica, come la Cappella di Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di S.Lorenzo. Il castello acquisì un aria più signorile nel XVII secolo con Costanza Sforza che fece affrescare gli interni della struttura e realizzare un parco.

Centro di produzione della carta

L'isola Volsca (dal nome del popolo che l'abitò prima dei romani, i Volsci) subì grandi cambiamenti nel corso del XIX secolo, quando Carlo Lefebvre di Pontarlier fondò la Cartiera del Fibreno (dal nome del fiume che confluisce nel Liri e segna il confine tra Sora e Isola). Nel corso dell'800 la valle divenne il centro cartario principale nel Regno di Napoli. Inoltre nel tempo sorsero anche diversi feltrifici e lanifici, facendo di Isola del Liri un importante polo industriale a livello internazionale, tanto da essere definita la Manchester d'Italia. Un titolo che però non riuscì a mantenere negli anni del secondo dopoguerra. Isola rimase fuori dalle principali vie di comunicazione e i macchinari industriali non furono rinnovati e adattati ai nuovi tempi. Così gran parte delle fabbriche chiusero definitivamente i battenti. Negli ultimi anni il Comune sta cercando di riqualificare alcuni di questi siti industriali, come la storica Cartiera del Fibreno, destinata ad ospitare il "Museo della Civiltà della Carta".