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Aumentano i ricoveri, anche quelli in terapia intensiva nel Lazio. "Si tratta di un fenomeno tollerabile dalle strutture sanitarie, che non ha nulla a che vedere con quanto abbiamo visto a marzo, ma che non deve essere sottovalutato" ha spiegato all'Adnkronos Massimo Antonelli, direttore del dipartimento di Anestesia e Rianimazione del Policlinico Gemelli Irccs di Roma e membro del Comitato scientifico per il contenimento del coronavirus. Attualmente nel Lazio i posti letto occupati nelle terapie intensive del Lazio sono complessivamente ventisei, di cui sei al Policlinico Agostino Gemelli, tre all'ospedale di Tor Vergata, dieci al Policlinico Umberto I e nove all'Istituto di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. "Se, per ipotesi, la situazione dovesse arrivare ad avere un impatto simile a quello di marzo-aprile – aggiunge Antonelli – dobbiamo sottolineare che oggi siamo anche più preparati" spiega Antonelli.

"Ricoveri più brevi rispetto al lockdown ma virus non è cambiato"

Ricoveri più brevi rispetto al lockdown che tuttavia vengono ancora trattati con lo stesso metodo, anche per quanto riguarda la terapia intensiva. "Se a marzo i ricoveri in terapia intensiva duravano dalle tre alle quattro settimane, adesso tra i dieci e i quindici giorni, rispetto ai quattro cinque giorni di un ricovero medio in terapia intensiva" spiega Antonelli e ma chiarisce che "se la maggior parte dei casi Covid intercettati oggi ha nessuno o pochi sintomi, l'intensità della malattia non è cambiata, serve continuare a fare attenzione, a mantenere la distanza di sicurezza e ad indossare la mascherina, specialmente nei luoghi chiusi".