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Casa prefabbricata al posto delle ville abusive: fermato il clan che minacciò la famiglia di Gualtieri

Il clan Komarov prova a rientrare a Rocca Cencia, ma i carabinieri fermano il camion con la struttura. Intervento dopo le segnalazioni dei residenti.
A cura di Francesco Esposito
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Foto da profilo Facebook di Nicola Franco, presidente Municipio VI
Foto da profilo Facebook di Nicola Franco, presidente Municipio VI

Tentativo fallito per il clan Komarov, che domenica 22 marzo ha provato a posizionare una casetta prefabbricata sul terreno di via Arzachena, zona Rocca Cencia a Roma, dove lo scorso ottobre le autorità hanno demolito due ville abusive usate come centrali di spaccio. Il mezzo pesante con gru che trasportava la costruzione è stato fermato dai carabinieri e rimandato indietro. Esulta il presidente del Municipio VI, Nicola Franco: "Traffici illegali e terrore non avranno diritto ad abitare tra i nostri cittadini. Chi vuole delinquere non è il benvenuto".

Il clan Komarov prova a tornare a Rocca Cencia

A ottobre 2025 un'operazione interforze aveva portato allo sgombero e alla demolizione di due immobili abusivi in cui risiedeva la famiglia Komarov, di origine sinti. Le abitazioni, costruita senza permessi nel 2001, erano da tempo sotto la lente d'osservazione di polizia, carabinieri e guardia di finanza per traffico di droga. Sullo stesso terreno avrebbero voluto mettere la casetta, ma, grazie alle segnalazioni dei residenti, sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca, che hanno fermato il camion poco prima che la posizionasse.

"Tengo a precisare che ci siamo attenuti alle indicazioni fornite dal Prefetto di Roma Lamberto Giannini nel Comitato per l’Ordine e la Sicurezza – aggiunge il presidente di municipio -. Ci avevano consigliato affinché vigilassimo che non tornassero neppure con una roulotte. Il loro modus operandi è lo stesso: tornare silenziosamente poco alla volta e, quando ormai è tardi, impadronirsi della quiete pubblica. La strada è quella giusta: dopo aver liberato quella zona dalla loro presenza e aver restituito pace e serenità ai cittadini, oggi siamo intervenuti per difendere la tranquillità di tutti", conclude.

A seguito della demolizione dell'ottobre 2025, il sindaco Roberto Gualtieri era stato minacciato con vari messaggi sui social network. Fra questi anche uno di un membro del clan Komarov che si era ripreso in un video, armato di fucile da guerra: "Questo è per te, sindaco, e per la tua famiglia. Come ha buttato giù la nostra casa, io butterò la sua. Tempo al tempo. Lo Stato non mi fa paura", diceva.

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