La chiamavano la zona della ‘Lupa', per il murales della Roma disegnato su uno dei muri. Un triangolo tra le strade di via Luigi Gigliotti, via Carlo Tranfo e via Girolamo Mechelli dove sia di giorno sia di notte era possibile andare ad acquistare sostanze stupefacenti. Cocaina, hashish e marijuana le sostanze disponibili nella mani dei pusher del quartiere di San Basilio, noto per essere una delle piazze di spaccio principali di Roma. Questa mattina sono sedici le persone arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia: sono tutte accusate di far parte di un'associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Nel corso delle indagini, rese difficili dalla presenza delle vedette, che puntualmente avvertivano i pusher quando le forze dell'ordine erano in arrivo, sono state arrestate in flagranza di reato 31 persone.

San Basilio, una delle piazze di spaccio più grosse di Roma

San Basilio è una delle piazze di spaccio più note della capitale. Il quartiere della periferia romana compreso tra via Tiburtina e via Nomentana, è abbandonato e lasciato a se stesso nonostante si trovi tra due delle arterie principali che attraversano la capitale. E così i clan sono riusciti ad attecchire, facendo diventare quella zona una delle principali piazze di spaccio a cielo aperto di Roma. Appartamenti Ater trasformati in depositi di cocaina, giardinetti che sono i ‘punti vendita' dei pusher, con bracieri sempre pronti per distruggere la droga prima dell'arrivo di polizia e carabinieri, barricate, porte e barriere per consentire la fuga di vedette e spacciatori. San Basilio è spesso teatro di blitz antidroga, ma i clan possono contare su un veloce ricambio di ‘personale' al posto dei pusher e vedette arrestati.