Bersani a Spin time dopo la multa al Viminale: “Qui 140 famiglie, non si può cancellare tutto”

"Qui ci sono140 famiglie di tutte le nazionalità, Papa Leone ha fatto il Giubileo dei movimenti. Non possiamo disperdere un’esperienza così", così l'ex segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha difeso l'occupazione di Spin Time Labs a Roma. Per il mancato sgombero dell'immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, il Ministero dell'Interno è stato condannato a risarcire per 21 milioni e 180 mila euro la proprietà. Nel palazzo, la società InvestiRE Sgr vorrebbe da tempo farci un albergo, ma intanto ieri sabato 21 febbraio vi si sono ritrovati vari esponenti storici del centrosinistra, riuniti in occasione del congresso di ‘Compagno è il mondo', associazione politica fondata dal deputato Arturo Scotto.

Bersani: "Istituzioni trovino una soluzione"
"La proprietà privata ha dei limiti sociali e, a sua volta, ha delle garanzie dal punto di vista normativo e giuridico – ha proseguito Bersani -. Ci sono situazioni in cui devi trovare un compromesso che non disperda il bene che si è determinato. Le istituzioni devono trovare una soluzione". Un accordo, secondo l'ex ministro dello Sviluppo economico, è possibile e necessario, appoggiando la posizione degli attivisti, che in un comunicato scrivono come "questa vicenda non possa essere letta soltanto come un contenzioso economico". Nonostante, oltre alle centinaia di famiglie senza casa, alle associazioni e assemblee ospitate, ai laboratori culturali e di mutualismo, anche qui si sia creata ricchezza. "Secondo lo studio realizzato da Open Impact nel 2020 – aggiunge il comunicato -, se regolarizzato, Spin Time potrebbe generare oltre 71 milioni di euro di valore sociale".
Anche per questo il Campidoglio ha più volte mostrato interesse ad acquistare l'immobile, come ribadito dal presidente della commissione Politiche abitative Yuri Trombetti. L'immobile è stato anche inserito nel Piano Casa del sindaco Roberto Gualtieri, ma la trattativa con la proprietà si è chiusa con un nulla di fatto. La InvestiRE attende lo sgombero del 31 marzo 2020, giorno in cui è stato firmato un provvedimento di sequestro preventivo.
La lista sgomberi del ministero dell'Interno
L'occupazione è nella lista di sgomberi urgenti dal ministro Piantedosi, redatta a seguito di quelli dei centri sociali Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino. Un elenco in cui è presente anche la poco distante occupazione di CasaPound all'Esquilino. Ma mettere le due situazioni sullo stesso piano sarebbe un errore. "Non c’entrano assolutamente nulla e non mi venissero a dire dove devo o non devo andare finché non sgomberano CasaPound", aggiunge Bersani. "Qui c’è la Costituzione, a CasaPound c’è la ricostituzione del partito fascista, sono due cose diverse", ribadisce Scotto.
L'attacco di Fratelli d'Italia: "A pagare sono i cittadini romani"
La condanna al pagamento di 21 milioni, a cui si aggiungeranno altri 207mila euro per ogni mese che passa senza sgombero a partire dall'1 gennaio 2026, ha infervorato gli animi della destra cittadina e non solo. "Viene certificato un fatto politico gravissimo, anni di mancati sgomberi, coperti e tollerati dal Campidoglio e dal centrosinistra, hanno prodotto un conto salatissimo che finirà sulle spalle dei contribuenti. Ancora una volta a pagare il prezzo dell’illegalità sono i cittadini romani", scrivono i consiglieri capitolini di Fratelli d'Italia. Mentre le senatrice Ester Mieli attacca Bersani: "Con la sinistra, l'illegalità è sempre a carico di qualcun altro".