video suggerito
video suggerito
Attentato Sigfrido Ranucci

Attentato Ranucci, concluse le indagini sulla bomba: l’ombra della criminalità organizzata dietro l’ordigno

Continuano le indagini sull’esplosione della bomba davanti all’abitazione del giornalista di Report Sigfrido Ranucci: ecco cosa conteneva l’ordigno.
A cura di Beatrice Tominic
0 CONDIVISIONI
Sigfrido Ranucci (La Presse)
Sigfrido Ranucci (La Presse)
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Continuano serratissime le indagini sull'esplosione della bomba davanti all'abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, avvenuta lo scorso 16 ottobre a Campo Ascolano. Nello scoppio è andata distrutta una delle automobili della sua famiglia. L'inchiesta, aperta dalla Dda di Roma, con indagini delegate ai carabinieri dei nuclei investigativi di Roma e Frascati, è per reati di danneggiamento e violazione della legge sulle armi, entrambi aggravati dal metodo mafioso. Le analisi sull'ordigno hanno permesso di risalire al materiale utilizzato per costruirlo.

Cosa conteneva la bomba scoppiata davanti alla casa di Sigfrido Ranucci lo scorso ottobre

Le verifiche su ciò che restava dell'ordigno hanno permesso di accertarne la composizione. La bomba che ha distrutto una delle automobili della famiglia Ranucci nella deflagrazione avvenuta davanti alla loro abitazione, secondo quanto emerso, sarebbe stata composta da polvere pirica e gelatina da cava. L'ordigno era stato posizionato in un vaso esterno all'abitazione: si tratta di una bomba di circa un chilo azionata con una miccia posta, con tutta probabilità, sull'estremità superiore. Fin da subito l'ipotesi era quella che potesse trattarsi di "almeno un chilo di esplosivo" e questa possibilità è stata confermata dopo le accurate analisi.

La bomba avrebbe potuto davvero ferire se non uccidere. "Poco prima nel luogo dell'esplosione c'era mia figlia, avrebbero potuto ammazzarla", ha fatto sapere subito dopo l'accaduto il giornalista. Non a caso, dopo l'attentato è stata aumentata la scorta del giornalista poiché è cresciuto anche il livello di rischio, oggi considerato "elevato". L'alto potere esplosivo dell'ordigno esploso sembra confermare una delle prime ipotesi avanzate nel corso delle indagini e cioè che dietro all'attentato possano esserci legami con la criminalità organizzata che aveva già minacciato Ranucci in passato, facendogli trovare lo scorso anno, sempre davanti alla stessa abitazione, due proiettili di una P38.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views