Anarchici morti a Roma, domenica la commemorazione al parco degli Acquedotti: “Sara e Sandrone nel cuore”

"Con Sara e Sandrone, a testa alta". Organizzato per domenica prossima, 29 marzo 2026, l'ultimo saluto a Sara Ardizzone e a Alessandro Mercogliano, detto Sandrone, i due anarchici morti nella notte fra giovedì 19 e venerdì 20 marzo in un'esplosione.

I due si trovavano all'interno di un casale abbandonato al Parco degli Acquedotti. Secondo le indagini, stavano costruendo una bomba quando qualcosa è andato come non avrebbe dovuto e c'è stata l'esplosione. La deflagrazione ha causato il crollo del casale e ha travolto i due. Una volta arrivati sul posto i soccorritori non hanno potuto fare altro che dichiarare i due decessi: si sono accorti della presenza di persone soltanto una volta intervenuti.
L'appuntamento domenica nel luogo della morte degli anarchici
È stato organizzato per la giornata di domenica l'omaggio degli anarchici a Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. "Alle ore 9.30 ci troveremo all'incrocio tra via Lemonia e la circonvallazione Tuscolana per portare dei fiori sul luogo in cui hanno perso la vita i compagni", si legge nel volantino redatto per l'evento. "Alle ore 12 appuntamento al Parco Modesto di Veglia, all'altezza dell'angolo fra via Trani e via Molfetta. Per l'anarchia", è il secondo appuntamento della giornata.
Le indagini sull'esplosione a Roma in cui hanno perso la vita Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano
Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano stavano costruendo una bomba in un casale abbandonato del Parco degli Acquedotti a Roma. Non è chiaro a chi fosse destinato l'ordigno: secondo quanto emerso dalle ricostruzioni fino ad ora, sembra che dovesse essere indirizzato al Polo Tuscolano della Polizia. I due si trovava nel casolare senza telefonini: li avevano lasciati nelle proprie case. E ora è proprio sui dispositivi elettronici che stanno procedendo gli accertamenti delle autorità.
L'addio agli anarchici e la scritta a Perugia: "Ciao Sara"
A Roma l'appuntamento è domenica prossima. Nel frattempo, però, c'è già chi ha scelto di ricordare i due anarchici con affetto. A pochi giorni dai fatti è spuntata una scritta sul muro a Perugia: "Ribelle come noi", era stato scritto. Anche su questo adesso sta indagando la Digos.