Alessia Scattone, da figlia di padre scomparso a volontaria: “Aiuto i famigliari di chi non si trova più”

La storia di Alessia Scattone è quella di una figlia che ha perso suo padre, Mario, scomparso da una struttura sanitaria di Riofreddo in provincia di Roma il 2 giugno del 2017 e mai ritrovato. Trentanove anni, da tempo è una volontaria di Penelope Italia nel Lazio, un'associazione che si occupa di fornire supporto nelle ricerche delle persone scomparse, sostegno psicologico e aiuto ai famigliari, fondata nel 2002 da Gildo Claps, fratello di Elisa.
In questi giorni Alessia Scattone supporta la famiglia di Enzo Peperoni, il sessantottenne ipovedente scomparso da Affile. "Ho partecipato alle ricerche come volontaria. Ho constatato il grande lavoro svolto dai soccorritori e la differenza rispetto alle ricerche fatte per mio padre nove anni fa. Allora la fase operativa durò solo pochi giorni. Vorrei ringraziare tutte le squadre scese in campo: carabinieri, vigili del fuoco, guardia di finanza, con unità cinofile, soccorso alpino speleologico, Centro Radio Soccorso Sublacense, Rescue Project Lazio, ragazzi di Vivere l’Aniene.
Spesso infatti i soccorritori sono visti come persone che lavorano in modo automatico, che fanno il loro dovere e poi tornano a casa. In realtà è un impegno molto più profondo, ci mettono il cuore, l'ho visto dai loro occhi quando ogni giorno arriva l'orario del termine delle ricerche. Nei confronti della sorella di Enzo, Monica, hanno dimostrato grande gentilezza ed empatia".
Da figlia di padre scomparso a volontaria che aiuta i famigliari

Abbiamo chiesto ad Alessia Scattone com'è rivivere il dolore della scomparsa di suo padre stando accanto a chi si trova nell'angoscia di questi momenti: "Stare vicino a chi soffre mi viene naturale, penso al fatto che sta vivendo la stessa drammatica esperienza che ho vissuto io con mio padre, davanti all'ipotesi di trovare un cadavere o anche, purtroppo, di non trovare nulla".
Di lei parla la psicologa volontaria Simona Buonocore: "Ida Bauer dice se il dolore vi ha reso cattivi, allora l’avete sprecato: Alessia è l’esempio vivente di chi ha preso le proprie ferite e le ha trasformate in feritoie attraverso cui far passare la luce per gli altri. Ho avuto il dono raro di accedere al suo vissuto. È stata un’esperienza che ha scardinato ogni mia certezza accademica: Alessia mi ha insegnato cose che nessun corso di specializzazione o manuale universitario avrebbero mai potuto trasmettermi. La sua capacità di mettere costantemente la propria storia a disposizione del bene comune, senza mai cedere alla tentazione dell'indurimento, è una lezione quotidiana di resilienza autentica. Vederla operare mi ricorda ogni giorno che la clinica è importante, ma che l’incontro tra esseri umani, quello vero, spogliato da ogni maschera, è la forma più alta di cura".
"I primi giorni dopo una scomparsa sono i più brutti – spiega Scattone – Cerco di stare il più possibile vicino ai famigliari, so quanto sia importante avere accanto una persona che sa come ci si sente". E sulla scomparsa di suo padre Mario: "L'idea che mi sono fatta su dove si trovi è che sia da qualche parte nei luoghi in cui si è allontanato, forse è in un dirupo irraggiungibile".
Il caso di Mario Scattone scomparso da una clinica e mai ritrovato

Mario Scattone si è allontanato da una struttura sanitaria di Riofreddo nove anni fa. "Mio padre è uscito dalla clinica e sembra che nessuno tra il personale di turno si sia accorto di nulla. Sappiamo che una telecamera lo ha ripreso al centro del paese. Dopo alcuni giorni di ricerche è stato ritrovato il suo telefonino attraverso il gps. Era in un punto talmente impervio, che ad oggi non so ancora spiegarmi come possa esserci arrivato, dato che mio padre fino a qualche settimana prima era su una sedia a rotelle".
"Pare che mio padre si uscito dalla clinica intorno a mezzogiorno, un uomo che ha un terreno lì vicino ha detto di averlo visto passare intorno alle 13. Dalla clinica ci hanno avvisati alle 19 e poi è arrivata la segnalazione ai carabinieri. Ciò che non capisco è perché abbiano aspettato tutto questo tempo per avvisarci. Nel 2020 siamo tornati in quei luoghi con gli operatori di Penelope Lazio e con i droni, ma non abbiamo trovato altro, è come se sia letteralmente svanito nel nulla". Ogni anno Alessia per il compleanno di suo padre porta dei fiori in una piccola edicola con l'immagine di Gesù: "Non abbiamo alcuna tomba dunque andiamo lì, quest'anno papà avrebbe compiuto settantuno anni".