1 Novembre 2021
16:06

Alberto Bonanni, dopo la morte del musicista aggressori di nuovo a processo: rischiano l’ergastolo

Il pestaggio di Alberto Bonanni risale al 2011, quando con un gruppo di amici si trovava nel rione Monte. La comitiva si stava divertendo, quando è stata avvicinata da quattro persone che prima li hanno aggrediti verbalmente, poi fisicamente. Alberto non si risveglierà mai più dal coma, e morirà tre anni dopo quella sera. I quattro aggressori erano già stati condannati a nove anni di carcere.
A cura di Natascia Grbic

Dovranno affrontare un nuovo processo i quattro ragazzi responsabili del pestaggio contro il musicista Alberto Bonanni. Come riportato da Il Corriere della Sera, Carmine D'Alise, Christian Perozzi, Massimiliano Di Perna e Brian Gaetano Bottigliero sono adesso accusati di omicidio volontario e rischiano l'ergastolo. Già condannati a nove anni di reclusione per tentato omicidio, compariranno nuovamente davanti al giudice: il decesso di Bonanni, infatti, ha portato la pubblico ministero Silvia Sereni a configurare il reato di omicidio volontario per i quattro. Secondo l'accusa, l'obiettivo del pestaggio era la morte del musicista. E così, dopo essere stati già condannati per tentato omicidio, devono affrontare ancora un processo: e questa volta le accuse sono molto più gravi.

L'aggressione ad Alberto Bonanni nel Rione Monti

Era il 26 giugno del 2011 quando Alberto Bonanni è stato aggredito dal gruppo a calci e pugni. Il musicista 30enne si trovava nel rione Monti insieme a un gruppo di amici. Stavano camminando per le vie del quartiere, parlando ad alta voce, quando sono stati avvicinati da Di Perna, che gli ha intimato di andarsene e smettere di fare casino. Una discussione che si è trasformata subito in tragedia: Di Perna è stato raggiunto da D'Alise, Perozzi e Bottigliero, che si sono scagliati su Alberto picchiandolo con tutte le loro forze. Un pestaggio brutale, che ha lasciato il musicista riverso in terra. Non riprenderà mai più conoscenza: trasportato d'urgenza in ospedale, è rimasto in coma fino al 7 dicembre 2014, giorno in cui è morto. Il giovane è stato sottoposto a diverse operazioni, ma purtroppo tutto si è rivelato inutile.

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