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Aggredisce infermiere e distrugge pronto soccorso del San Giovanni: gli avevano negato dei farmaci

Medicato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Roma, pretende dei farmaci fino ad aggredire un infermiere colpendolo con una testata e devastando il reparto.
A cura di Roberto Abela
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Infermiere in corsia
Infermiere in corsia

Una violenta aggressione ai danni del personale sanitario all’ospedale San Giovanni di Roma, in via dell'Amba Aradam. Dopo che gli erano state negate dall'operatore di turno alcune prescrizioni per specifici farmaci non competenti al reparto, un paziente ha tirato una testata all'infermiere e ha danneggiato il pronto soccorso della struttura. La vittima dell'aggressione è rimasta ferita con 10 giorni di prognosi.

Dalla pretesa di farmaci specifici alla testata, un'escalation di violenza

A ricostruire la vicenda in una nota è la stessa direzione generale dell’azienda ospedaliera San Giovanni-Addolorata, che esprime "profonda indignazione e ferma condanna per il grave episodio di violenza verificatosi questa notte" all’interno dei propri locali. Il paziente, si legge nel testo, "è giunto a bordo di un’ambulanza, dopo essere stato soccorso in forte stato di agitazione presso una casa della comunità". Il personale medico e infermieristico, intervenuto immediatamente, gli ha prestato le cure necessarie e somministrato una terapia a base di medicinali, volta a stabilizzare quello stato di irrequietezza psichica e motoria. Ma nonostante l'assistenza ricevuta, il soggetto ha preteso le ricette mediche per l'acquisto di specifici farmaci, la cui prescrizione non rientrava "nelle competenze né nelle possibilità normative del pronto soccorso". È stato a quel punto che "l'uomo ha reagito con estrema violenza, sferrando una testata a un infermiere e danneggiando alcuni arredi e strutture" del reparto d'urgenza, conclude il comunicato.

"Chi dedica la propria vita agli altri non deve temere per la propria incolumità"

A stretto giro è arrivata la solidarietà della direttrice generale dell'azienda, la dr.ssa Maria Paola Corradi:  "Esprimo il più profondo sostegno al nostro infermiere, vittima di un gesto vile e inaccettabile mentre svolgeva con dedizione il proprio lavoro". Poi la denuncia: "Non è tollerabile che chi dedica la propria vita alla cura degli altri debba temere per la propria incolumità fisica. Ogni atto di violenza non colpisce solo il singolo professionista, ma danneggia l'intero sistema sanitario. Ogni aggressione, ogni danno alle strutture, rallenta le cure per gli altri pazienti e logora il clima di fiducia necessario in un luogo di sofferenza e speranza". Da qui la richiesta di una "riflessione collettiva sulla sicurezza nei luoghi di cura", al netto di episodi simili che negli ultimi anni segnalano un fenomeno in crescita.

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