Acca Larentia, primi identificati per i saluti romani: ci sono neofascisti venuti dall’estero

Sono partite le identificazioni di chi mercoledì 7 gennaio alle ore 18.00 ha partecipato al rito del ‘presente' e fatto il saluto romano durante una commemorazione di Acca Larentia. Alcuni sarebbero già stati riconosciuti dagli agenti della Digos, che è al lavoro per presentare una relazione alla procura di Roma, dove è stata aperta un'inchiesta per apologia di fascismo.
Acca Larentia, inchiesta per apologia di fascismo
Sarebbero esponenti di gruppi politici di estrema destra provenienti da tutta Italia e anche dall'estero, arrivati nella Capitale per rendere omaggio, utilizzando il saluto fascista, ai tre militanti del Movimento Sociale Italiano morti il 7 gennaio 1978: due uccisi da un commando di sinistra davanti alla sede dell'Msi e un altro negli scontri con i carabinieri che ne seguirono.
Anche mercoledì, come ogni anno in occasione di questo anniversario, in centinaia si sono riuniti davanti all'ex sezione missina fra via Acca Larenzia e via Evandro. Prima il grido "per tutti i camerati caduti", poi il "presente" ripetuto tre volte, insieme al braccio destro teso e alzato. E come ogni anno è partita l'inchiesta per violazione delle leggi Mancino del 1993 e Scelba del 1952.
Indagini anche su aggressione a militanti di Gioventù Nazionale
La Digos di Roma sta lavorando anche su un altro fronte che si è aperto nella notte fra il 6 e il 7 gennaio, quando quattro militanti di Gioventù Nazionale, organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia, sono stati aggrediti con bastoni, cinghie e ombrelli da un gruppo di una ventina di persone incappucciate.
Anche qui si procede all'analisi di alcuni video fra cui quello circolato sul web. Dalle prime indagini sembra che all'interno del gruppo, che ha sorpreso i giovani di destra mentre uscivano da un supermercato dove avevano comprato il necessario a fare la colla per i manifesti in ricordo di Acca Larentia, ci fossero anche degli stranieri che comunicavano in inglese. Sul posto gli agenti hanno trovato anche un coltello e una radio ricetrasmittente. Nell'aggressione è stata danneggiata l’auto di uno dei militanti di Gn, nonché figlio della portavoce del vice presidente della Camera Fabio Rampelli, Sabrina Fantauzzi.