"Dopo 5 anni di propaganda ora scoprono che si sono sbagliati. Per anni hanno promesso soldi, illudendo le persone e speculando sulla pelle di chi non ce la fa. Passata la festa, gabbato lo santo. Vergogna". Il tweet è dell'esponente Pd Michele Anzaldi, ed è stato ripreso dall'account Lega-Salvini Premier.

Salvini, che aveva aperto nei giorni scorsi al reddito di cittadinanza, ha ritwittato un’intervista a Michele Anzaldi del Pd condividendone il contenuto. Ma l'articolo in questione si riferisce ad un botta e risposta di qualche giorno fa di Grillo con il deputato grillino Alfonso Bonafede: "Non è uno scherzo, è quello che ha dichiarato senza vergogna Bonafede, il braccio destro di Di Maio, a Radio24. Siamo oltre qualsiasi abuso della credulità popolare! Davvero pensano che gli italiani siano "rincoglioniti", come ha detto Di Battista? I conti non potevano farli prima delle elezioni?", attacca il dem Anzaldi. Il garante del Movimento aveva rilanciato l'idea di un reddito di cittadinanza universale, un reddito che spetterebbe a tutti i cittadini per nascita, dal momento che la rivoluzione tecnologica nel mondo del lavoro ci sarà sempre meno spazio per l'uomo e per alcune professionalità in particolare. Ma il pentastellato Bonafede lo aveva smentito: "Beppe Grillo parla di reddito di cittadinanza universale ma ancora non è possibile. Il reddito di cittadinanza invece si farà". 

E infatti Alfonso Bonafede interviene ancora per rispondere al segretario del Carroccio, spiegando il malinteso: "Non è equivocabile che il reddito di cittadinanza era ed è una priorità. Il reddito universale è un'altra cosa, lo sanno tutti tranne Anzaldi". E dopo aver chiarito la differenza tra reddito universale e quello di cittadinanza, il deputato grillino aggiunge: "Ora tutti rilanciano un tweet basato su una notizia sbagliata, su un errore".

La replica di Anzaldi

"L'avvocato Bonafede, braccio destro di Luigi Di Maio, riesce a superare il suo predecessore Azzeccagarbugli dei Promessi Sposi: da cinque anni promettono un reddito per 9 milioni di persone fino a 1.950 euro a testa, un'operazione che costerebbe almeno 62 miliardi, ma ora che le elezioni sono passate arrivano i distinguo, addirittura smentiscono pure Beppe Grillo. Il reddito universale proposto da Beppe Grillo non c'entra nulla col reddito di cittadinanza? E perché lo dicono solo ora? Manca solo che dicano "Grillo chi?"". Lo ha scritto su Facebook il deputato del Pd Michele Anzaldi.

"Dare 780 euro a ciascuno dei 4,5 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, come dicono Di Maio e tutti gli esponenti M5s con una propaganda martellante che dura da 5 anni, costerebbe 42,1 miliardi. Integrare il reddito ai restanti 4,5 milioni che vivono in povertà relativa costerebbe altri 20 miliardi, almeno. In totale fanno oltre 62 miliardi. Ora dicono che bastano 14 miliardi? Dicono che gli assegni non andrebbero alle singole persone ma all'intero nucleo familiare? Ora dicono che non volevano dare un reddito a tutti, come predica Grillo da anni, ma solo estendere e rifinanziare il Rei, il Reddito di inclusione messo in campo dal Pd di Renzi e dal Governo Gentiloni? Una penosa retromarcia, dopo aver illuso e preso in giro milioni di elettori. Distinzioni da azzeccagarbugli, appunto".