Il reddito di cittadinanza, la misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale voluta dal Movimento 5 Stelle, è attivo da qualche mese e, poco alla volta, iniziano a emergere i paradossi del provvedimento. Infatti, come notato dal Corriere, uno di questi è nel metodo di distribuzione del denaro. Quelli che sono stati individuati come beneficiari hanno ricevuto, per ottenere il reddito di cittadinanza mensile, una tessera di Poste Italiane. Questa card ha le stesse funzioni della carta prepagata ricaricabile PostePay, comprese le commissioni sulle operazioni bancarie. Il dettaglio può sembrare paradossale se si pensa al fatto che la misura va ad aiutare chi è sotto la soglia minima di povertà, famiglie in cui anche un euro in più o in meno può fare la differenza, soprattutto perché è vero la cifra erogata per il reddito di cittadinanza arriva fino a 1350 euro, ma parte da una base di 40 euro e per tanti beneficiari l'importo mensile non è poi così alto.

Le commissioni sono le stesse delle carte ricaricabili delle Poste, ovvero un euro per ogni prelievo da uno sportello Postamat su qualsiasi cifra, anche sul minimo di 20 euro. Mentre se non ci dovesse essere un ufficio postale nelle vicinanze e si dovesse decidere di prelevare contanti in uno sportello Bancomat generico la commissione salirebbe a un euro e 75 centesimi. Il costo di un bonifico, utilizzabile per pagare l'affitto o la rata di un mutuo, è di un euro, ma, se si paga attraverso il Postagiro, la commissione scende a 50 centesimi.

La card gialla, che abbiamo visto più volte fotografata negli ultimi mesi, di fatto è una normale PostePay. C'è da dire che anche la misura precedente al reddito di cittadinanza, ovvero il reddito di inclusione voluto dal governo di Matteo Renzi, prevedeva la stessa modalità di pagamento. Anche in quel caso c'era una card del Rei erogata da Poste Italiane e aveva le stesse commissioni di quella attuale.