La prima prova è la più temuta dell'esame di Stato e i pronostici sulle possibili tracce del tema d'italiano da sempre agitano la notte prima degli esami per gli studenti dell'ultimo anno delle scuole medie superiori di tutta Italia. Qualunque sia la tipologia scelta, dall'analisi del testo all'articolo di giornale, dal tema di attualità al saggio storico, si tratta di uno scoglio difficile da superare e nei confronti del quale non ci si sente mai abbastanza preparati. Alcune tracce, che si ricorda vengono stabilite dal Miur e sono uguali per tutti gli istituti, sono da incubo: ecco quelle uscite negli anni passati, ma che tutti sperano non escano di nuovo, anche nella Maturità 2018.

I più odiati tra gli autori della prima prova della Maturità

Tra le quattro tipologie previste per il tema italiano della Maturità, l'analisi del testo è considerata di certo una delle più difficili dai maturandi. Come dimostra ciò che è accaduto negli ultimi anni, gli studenti hanno non poche difficoltà a confrontarsi soprattutto con gli autori del Novecento, che spesso non riescono nemmeno ad approfondire da programma. Di conseguenza questa traccia viene nella maggior parte dei casi snobbata. Qualche esempio? Nel 2013 uscì contro ogni previsione l'analisi del testo "L'infinito viaggiare" di Claudio Magris, che addirittura, scherzando con la stampa, commentò così la decisione del Miur: "Spero che i ragazzi non mi mandino a quel paese". Nel 2016 toccò a Umberto Eco, un altro autore noto ma che difficilmente trova spazio nei programmi scolastici: per la precisione il brano in questione era tratto da "Sulla Letteratura", raccolta di saggi pubblicata nel 2002. Infine, il più odiato di sempre: Giorgio Caproni, uscito nel 2016. La sua lirica tratta dalla raccolta "Res Amissa" è stata una delle meno scelte di sempre. In tutti questi casi è stato un vero e proprio flop.

Dalle Foibe all'Unità d'Italia: le tracce storiche meno apprezzate

Anche per quanto riguarda il saggio breve, l'articolo di giornale e il tema d'attualità, gli argomenti relativi ad avvenimenti del Novecento sono quelli meno apprezzati dagli studenti che negli ultimi anni hanno sostenuto l'esame di Stato. Basti pensare che nel 2017 il tema storico dal titolo "Disastri e ricostruzione" fu scelto solo dall'1,9% dei futuri diplomati. Non se la cavano meglio quelli sulle Foibe della Maturità 2010, sulla Resistenza del 2015 o il voto alle donne nel 1946 del 2016, che pure sono state svolte da una minoranza. Per non parlare della traccia socio-economica del 2013: la traccia sui cosiddetti "Brics", cioè sul ruolo delle economie emergenti nei mercati internazionali spaventò così tanto gli studenti da non andare oltre l’1,3%, al secondo posto assoluto tra gli argomenti di maturità meno amati dai maturandi. Cosa uscirà quest'anno? Manca pochissimo per saperlo.