"Non possiamo che confermare la nostra fiducia a Mario Draghi. Gli abbiamo consegnato un documento con i temi che secondo noi dovranno essere centrali nel nuovo governo": lo ha detto il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato. Raccontando che le consultazioni sono state molto soddisfacenti per i dem. Soprattutto per quanto riguarda la prospettiva europeista, ma non solo. Una buona intesa sarebbe stata trovata anche sulla questione del lavoro, per "rimettere al centro la tutela degli individui in questa stagione di crisi". Attenzione particolare poi dovrà essere data, ha proseguito il segretario dem, a giovani e donne, due delle categorie più colpite dalla pandemia.

E ancora: una riforma del fisco, gli ammortizzatori sociali, la scuola. "Abbiamo segnalato anche le riforme istituzionali, sempre più necessarie all'indomani del taglio dei parlamentari: in primis quelle sui regolamenti e sulla legge elettorale", ha aggiunto Zingaretti. Che ha ribadito come ci sarebbe stata piena sintonia con gli obiettivi elencati dall'ex governatore della Bce.  E ancora: "Non possiamo che apprezzare lo sforzo che Draghi sta portando avanti. Come ha definito il professore, ora serve un governo che guarda al presente e si prepara a costruire il futuro. Una prospettiva in cui noi ci riconosciamo molto".

Rispondendo alle domande dei cronisti, il leader dem ha aggiunto, rispetto alla squadra di governo: "Non abbiamo parlato di questo tema. Io confermo che anche la formula del governo che il presidente incaricato dovrà costruire in base alle consultazioni e al perimetro della maggioranza. Su questo noi ci rimettiamo alle valutazioni del professore, che ha ricevuto incarico dal presidente della Repubblica. Credo che questo sia l'atteggiamento più corretto da parte di chi, come noi, vuole che questo governo nato in una situazione di crisi, vada avanti". Sui rapporti con la Lega, ha specificato: "Ribadisco che il Pd e la Lega qualsiasi cosa accada rispetto alla formazione del governo sono e rimangono forze alternative. Penso che questo lo pensi anche Matteo Salvini. Nessuno pensa che un'eventuale esperienza comune possa cambiare le cose. Per questo abbiamo detto di non avere veti a prescindere".

E su una sua possibile presenza nel governo: "Noi rispettando il mandato del professor Draghi non abbiamo ancora discusso del contributo di personalità del Pd al governo. Potremo parlarne dopo le valutazioni che lui farà". Sull'alleanza con il M5s, concludendo, ribadisce come l'asse giallorosso rimanga importante: "Ci siamo mossi con un obiettivo politico: salvare la legislatura e garantire il massimo del buon governo. Il Pd non sarà mai una forza di pura testimonianza, ma sarà sempre riformista. E attraverso gli strumenti che abbiamo, anche tramite le alleanze parlamentari, proveremo sempre a contribuire. Non ci basta testimoniare le idee".