Riaprire dove è possibile, il mantra di Matteo Salvini è sempre lo stesso. Anche nelle ore in cui il governo Draghi sta decidendo sulle nuove chiusure, il leader della Lega dice no a misure generalizzate in tutta Italia. L'intenzione dell'esecutivo, però, sembra diversa, visto che si va verso una stretta con la probabile zona rossa nazionale in tutta Italia nei weekend e una Pasqua sempre più blindata. "Le chiusure se ci sono siano mirate – ha detto Salvini ai cronisti – ci sono zone più colpite dal contagio e quindi bisogna intervenire velocemente ed efficacemente, ci sono zone meno colpite e non è giusto adottare le stesse misure".

Sulle chiusure, però, Salvini aggiusta il tiro rispondendo alle domande dei giornalisti: "Mi dicono che i ragazzi escono il sabato, allora vanno fatti i controlli". Se "c'è un'emergenza ospedaliera intervenire mi sembra doveroso". Il leader della Lega ha insistito: "Dove ci sono le condizioni per farlo ancora oggi chiedo le riaperture, la Sardegna è zona bianca e per quello che mi riguarda può riaprire tutto, il Veneto che passa da zona arancione a zona rossa deve sopportare altri giorni di chiusura, mi sembra evidente".

Matteo Salvini ha ripetuto le priorità per il suo partito: "La Lega ha chiesto rimborsi immediati sui conti correnti nell'arco di pochi giorni, e poi qualche giorno di tempo agli italiani per organizzarsi dopo le decisioni prese". E poi "stiamo lavorando di corsa ad un piano vaccinale, l'obiettivo sono 500mila dosi al giorno, che permetterebbe all'Italia di affrontare un'estate di rilancio". Il leader della Lega ha negato di aver chiesto "la testa di Arcuri", ma ha aggiunto che "con Figliuolo si parla di piano di vaccinazione, con Arcuri si parlava di primule e altri soldi sbattuti nel water". E infine: "Serve l'aiuto del buon Dio, perché qua tra varianti e aziende che non mandano i vaccini promessi ogni giorno ce n'è una", conclude Salvini.