Caso Paragon

Vittimismo, mezze verità e mancate risposte: la versione di Meloni sul caso Paragon fa acqua da tutte le parti

La presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa di inizio anno, è stata chiamata a rispondere in modo chiaro sul caso Paragon e lo spionaggio subito da giornalisti di Fanpage e non solo. Invece prima ha liquidato il tema rimandando alle indagini, poi ha suggerito che la vera vittima è lei.
A cura di Luca Pons
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Giorgia Meloni ha parlato per due volte del caso Paragon, nel corso della sua conferenza stampa di inizio anno. La prima, replicando al presidente dell'Ordine dei giornalisti, ha detto che il Parlamento avrebbe già "escluso che Graphite, cioè il sistema fornito da Paragon, sia stato adoperato nei confronti di giornalisti". La seconda, rispondendo stavolta al direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato (uno dei giornalisti vittime di spionaggio), ha alzato i toni e ha girato la questione su se stessa: "I fatti personali non di Cancellato, ma di Giorgia Meloni, sono finiti su tutti i giornali".

Nel primo caso, si tratta di un'informazione fuorviante: la relazione parlamentare del Copasir è di giugno 2025 e da allora altre analisi hanno chiarito che sì, dei giornalisti sono stati spiati con Graphite. La seconda risposta, invece, è stato un attacco del tutto scollegato dalla questione. In nessuna delle due la premier ha detto davvero come si sta muovendo l'esecutivo.

La difesa dietro la relazione del Copasir, ormai superata

Il caso Paragon "è stato oggetto di un lungo lavoro del Copasir, che con la relazione del giugno 2025 ha escluso che Graphite, cioè il sistema fornito da Paragon, sia stato adoperato nei confronti di giornalisti", ha detto Meloni all'inizio della conferenza. Si è preoccupata di sottolineare: "È una relazione che è stata votata all'unanimità".

Dalla relazione del Copasir "non risulta" che il direttore Cancellato fosse stato "sottoposto ad alcun tipo di attenzione" da parte dei servizi segreti italiani con Graphite. In più non c'erano "richieste di autorizzazione" a sottoporlo a intercettazioni nella Procura generale della Corte d'appello di Roma. Questi sono i passaggi a cui fa riferimento Meloni.

Peccato che quella relazione sia stata pubblicata il 5 giugno del 2025. E che appena una settimana dopo siano emerse nuove informazioni che hanno cambiato le cose. Su tutte, un rapporto tecnico che dimostra che Ciro Pellegrino, giornalista di Fanpage.it, è stato spiato proprio con Graphite. Del caso di Pellegrino il Copasir non si è occupato, così come dei molti altri spiati con strumenti Paragon che sono venuti fuori da allora.

Meloni ha scelto con molta attenzione le sue parole: sì, la relazione del Copasir di oltre sei mesi fa aveva detto che Graphite non era stato usato contro giornalisti. Ma poi quella relazione è stata superata dai fatti, più e più volte. Di questo presidente del Consiglio ha scelto di non parlare.

Meloni non risponde alle domande: "Miei fatti personali finiti sui giornali, non quelli di Cancellato"

Il tema di Paragon è tornato nell'ultima domanda della conferenza stampa, quando la giornalista dell'Espresso Susanna Turco ha ceduto parte del suo tempo al direttore Cancellato, che ha chiesto: "Cosa ha fatto e cosa intende fare il governo per venire a capo di questa situazione?".

La premier ha iniziato ribadendo in modo vago: "Il governo sta offrendo tutta la sua disponibilità e tutte le risposte che può dare per aiutare ad arrivare alla verità su questo tema". Poi, però, si è scaldata.

"Io non ho trovato la vita di altri scandagliata e buttata sui giornali – o i conti in banca spiati, o i fatti sul padre morto undici anni prima, o sulla situazione patrimoniale della madre, o le inchieste che ci sono sulle Sos. Ci ho visto le mie. Per cui si figuri se non capisco di cosa sta parlando. Si figuri se non capisco di cosa sta parlando", ha detto con tono duro.

Meloni, insomma, ha paragonato lo spionaggio subito da giornalisti, attivisti, imprenditori e comunicatori politici a quelle che, in alcuni casi, sono solo inchieste giornalistiche effettuate sulla leader del governo. E ha insistito: "Mi pare chiaro che in Italia ci siano dei problemi da questo punto di vista. Escono nell'inchiesta sui dossieraggi, in quella su Equalize, nella vicenda di Paragon. C'è un problema".

Ha poi aggiunto un attacco a Cancellato: "O voi state sostenendo la tesi che io mi sono messa a spiare anche i miei conti in banca…oppure forse bisogna fare attenzione alle accuse. Lo dico anche al direttore Cancellato, che da mesi accusa implicitamente il governo".

E ha concluso tornando a sostenere di essere la vittima principale della vicenda: "Qui se c'è un fatto che conosciamo è che i fatti personali non di Cancellato, ma di Giorgia Meloni, sono finiti su tutti i giornali, quindi figuratevi se non sono solidale e non capisco di cosa state parlando". Anche questa volta, perciò, non è arrivata nessuna risposta concreta su cosa intenda fare il governo per chiarire le ombre del caso Paragon.

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