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Via libera dell’Ue alla riforma mirata della Pac: perché esultano gli agricoltori

È arrivato il via libera del Consiglio Ue sulla riforma mirata della Pac, la Politica agricola comune, in risposta alle proteste dei trattori degli ultimi mesi. Per gli agricoltori ci sono meno controlli e più deroghe nei confronti dei doveri ambientali. Esulta Confagricoltura, protesta Greenpeace. Via libera anche alla stretta sulle emissioni per i nuovi veicoli pesanti, nonostante il voto contrario dell’Italia.
A cura di Luca Capponi
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L'Unione Europea viene incontro agli agricoltori. Il Consiglio Ue ha infatti adottato una revisione mirata di alcuni atti di base della Pac, la Politica agricola comune. Non una riforma organica, ma una serie di novità su cui hanno convenuto quasi tutti i Paesi membri dell'Unione. Solo la Germania ha manifestato alcune perplessità e ha preferito astenersi. È lo stesso Consiglio a fare riferimento alle proteste dei trattori che hanno coinvolto diversi paesi europei nel corso dei primi mesi di quest'anno. Si legge infatti in una nota: "Questa revisione risponde alle preoccupazione espresse dagli agricoltori negli ultimi mesi e tiene conto dell’impatto degli sviluppi geopolitici, come le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina, e degli eventi meteorologici estremi”.

La Pac è il principale strumento attraverso cui Bruxelles definisce i sussidi che vanno al settore dell'agricoltura. Già lo scorso 26 marzo era arrivato il primo ok da parte del Consiglio, che approvava la proposta fatta a inizio anno dalla Commissione per placare le proteste degli agricoltori. La riforma della Pac è stata approvata in tempi record grazie alla procedura d’urgenza: alla fine di aprile era arrivato il via libera in plenaria a Strasburgo. La riforma è stata apprezzata dagli agricoltori, ma non dagli ambientalisti. "Affossare le ultime misure di protezione ambientale rimaste non salverà gli agricoltori e renderà tutti più vulnerabili ai sempre più frequenti eventi climatici estremi che distruggono i raccolti e i mezzi di sussistenza", ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.

Il Consiglio Ue è intervenuto soprattutto sul regolamento dei piani strategici della Pac e sul cosiddetto “regolamento orizzontale”, cioè il regolamento sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della Politica agricola comune. La revisione allenta poi alcuni obblighi sulle colture e il maggese – le cosiddette condizionalità ambientali – per accedere ai fondi. Alcune delle nuove norme su queste condizionalità ambientali per l'anno 2024, potranno essere applicate retroattivamente dagli agricoltori. La legge sarà ora firmata dai rappresentanti del Consiglio e del Parlamento europeo. Sarà poi pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Ue ed entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, entro la fine di maggio.

Questa riforma della Pac è un assist per gli agricoltori italiani (e non solo) soprattutto per la riduzione di alcuni adempimenti burocratici e dei controlli ambientali, che punta a garantire un aumento della produttività. La riduzione degli obblighi ambientali dovrebbe anche permettere un risparmio per gli imprenditori agricoli in termini di modernizzazione delle tecniche e degli strumenti di produzione. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha parlato di "un successo del governo Meloni". Soddisfatto anche il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che parla di "primo traguardo, resti indispensabile una profonda riforma della Pac".

La stretta sulle emissioni per i nuovi veicoli pesanti

Oltre alla riforma della Pac, i Paesi Ue hanno dato il via libera finale alla stretta sulle emissioni di Co2 per i nuovi veicoli pesanti. Gli Stati membri hanno confermato l’accordo con il Parlamento del gennaio di quest'anno e approvato un nuovo regolamento che prevede diversi obiettivi. Destinatari delle restrizioni saranno i camion superiori alle 7,5 tonnellate e gli autobus privati. Per loro sono previsti un taglio del 45% delle emissioni al 2030, del 65% al 2035, e del 90% al 2040, oltre al target del 15% al 2025 già previsto dalla normativa vigente. L’Italia ha espresso voto contrario, così come la Polonia e la Slovacchia, mentre la Repubblica Ceca si è astenuta.

Sempre nell'ottica della riduzione di emissioni, cambiano le regole anche per i nuovi bus cittadini, per i quali le emissioni verranno tagliate del 90% entro il 2030. L'obiettivo è quello di raggiungere le emissioni zero entro il 2035. Gli autobus interurbani saranno esentati da questo obiettivo in quanto saranno considerati autobus ai fini della misurazione della riduzione delle emissioni. Nel 2027 ci sarà comunque una valutazione intermedia degli obiettivi da parte della Commissione. Tra le altre cose, la Commissione dovrà anche valutare la possibilità di sviluppare una metodologia comune per valutare e rendicontare le emissioni di CO2 dell'intero ciclo di vita dei nuovi veicoli pesanti.

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