Con 150 voti favorevoli, 121 contrati e 4 astenuti, palazzo Madama ha approvato le conclusioni della Giunta sul seggio vacante in Sicilia che spetterebbe al Movimento Cinque Stelle. Che però, non avendo abbastanza candidati al Senato in quella regione, è stato assegnato al primo fra i non eletti pentastellati che avevano corso in Umbria. In questo modo i senatori del Movimento Cinque Stelle passano da 106 a 107, con l'assegnazione del seggio a Emma Pavanelli.

La Sicilia avrà quindi un senatore in meno, mentre l'Umbria ne avrà uno in più. Il seggio è stato affidato proprio alla regione Umbria in quanto in quella circoscrizione il Movimento preesentava "la maggior parte del quoziente non utilizzata". Sarebbe la prima volta che un seggio del Senato sia passato da una regione ad un'altra.

Le proteste del Partito democratico

I senatori dem, protestando contro il provvedimento, avevano occupato i banchi del governo all’interno dell’Aula, mostrando le copie della Costituzione. Alan Ferrari aveva commentato la situazione definendola una "questione di una gravità assoluta che non ha precedenti nella storia repubblicana". Il senatore dem aveva chiesto quindi "opportune verifiche presso gli organi costituzionali competenti affinché la decisione sia assunta nel rigoroso rispetto della Costituzione e della legge elettorale". Lui stesso aveva annunciato la protesta: "Se lei non sospende noi occupiamo i banchi, se lei non ci concede un incontro per discutere", aveva affermato rivolgendosi alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

La presidente del Senato aveva quindi deciso di sospendere la seduta, non riuscendo però a impedire l’occupazione dei banchi del governo da parte dei parlamentari del Pd. Poi aveva convocato il capogruppo dem, Andrea Marcucci, insieme a una delegazione del partito per discutere dell’occupazione dell’Aula, che non si era comunque fermata. Proprio Marcucci ha poi comunicato che la presidente del Senato ha deciso di inviare alla Corte costituzionale il dossier riguardante questo provvedimento.