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“Vi staccheremo la testa”: minacce a Bonelli e ai suoi familiari, bersagliati da messaggi d’odio

Il deputato Angelo Bonelli ha denunciato in Aula le gravi minacce di morte ricevute in questi giorni, indirizzate a lui e alla sua famiglia: “Piantedosi dovrebbe riflettere: venire in Aula e puntare il dito contro Alleanza verdi e sinistra, affermando che saremmo complici della violenza, ci trasforma in bersagli politici”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Da giorni l'onorevole di Avs Angelo Bonelli e la sua famiglia sono diventati il bersaglio di pesanti attacchi e minacce. Lo ha denunciato questa mattina il parlamentare in Aula alla Camera.

"Abbiamo sempre condannato le violenze in tutte le loro espressioni. In questi giorni, purtroppo, siamo diventati bersagli di minacce di morte e di intimidazioni gravissime. Penso che il ministro Piantedosi dovrebbe riflettere: venire in Aula e puntare il dito contro Alleanza verdi e sinistra, affermando che saremmo complici della violenza, oppure consentire che alcune forze politiche associno il simbolo di Avs alle immagini di episodi di violenza di ogni tipo, ci trasforma, e purtroppo ci ha trasformato, in bersagli politici", ha dichiarato il deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde, intervenendo sull'ordine dei lavori alla Camera.

Il parlamentare, che ha informato di questi episodi anche la presente del Consiglio Meloni, ha ricevuto la foto della moglie e della figlia nel giorno del suo matrimonio, con allegate minacce di morte. Giovedì scorso sulla sua porta di casa il deputato si è ritrovato due sue fotografie con sopra disegnate due croci. Offese sono state indirizzate anche alla sorella di Bonelli, che viene chiamato "maiale", "lecchino della sinistra", "truffatore dello Stato", "bidone". Poi le minacce più gravi: "Ora ci penseremo noi, lo appendiamo nella piazza Maggiore di Bologna a testa in giù".

"Le minacce che abbiamo ricevuto sono di una gravità inaudita. Lettere con l'immagine di mia moglie e di mia figlia, con l'indicazione dell'indirizzo di casa; frasi come ‘vi prenderemo a martellate', ‘vi spareremo in testa', ‘vi taglieremo la testa con il machete', messaggi rivolti anche ai nostri figli e ai nostri familiari. Tutto è stato denunciato alle autorità competenti. Ma è evidente che quando dal livello istituzionale si alimenta una narrazione che individua un avversario politico come complice della violenza, si crea un clima pericoloso che può trasformarsi in odio concreto".

"Noi veniamo da una stagione drammatica della storia repubblicana, quella degli anni di piombo, del terrorismo nero e rosso. Sappiamo cosa significa quando la politica imbocca la strada della delegittimazione e dell'incitamento. Proprio per questo ribadiamo con forza la nostra distanza da ogni forma di violenza. Lancio pertanto un appello ai giovani alla non violenza. La non violenza è rivoluzionaria: disarma le menti violente e anche le loro mani, le mani dei violenti. Fa fallire i piani di chi vuole criminalizzare il dissenso di chi si batte, giustamente, per un mondo migliore, per i diritti, contro la povertà e contro il cambiamento climatico che ruba il futuro alle generazioni che verranno. Non cadiamo nel tranello della violenza. Dobbiamo essere non violenti, perché l'unico strumento davvero rivoluzionario che abbiamo per cambiare pacificamente le cose è questo".

Oggi le opposizioni si sono associate alla richiesta, avanzata ieri dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI), per un'informativa del ministro all'Interno Matteo Piantedosi "sulle iniziative che intende prendere per ridurre la radicalizzazione del confronto politico", in seguito anche all'uccisione di un militante francese di destra.

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