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Vannacci: “Salvini ha tradito gli ideali della Lega. È ora di dare una svegliata al centrodestra”

Vannacci replica a Salvini a poche ore dalla sua uscita dalla Lega: “Non devo essergli grato. Non sono un traditore, semmai è lui che ha tradito valori e ideali del partito”. E sulla sua nuova forza politica, Futuro nazionale, aggiunge: “Sondaggi mi danno al 4%, mica male”.
A cura di Giulia Casula
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"Io non devo essere grato alla Lega. Semmai è la Lega che deve essermi grata perché con i miei 500mila voti oltre a me ha avuto due seggi in più". Così Roberto Vannacci replica a Matteo Salvini a poche ore dalla sua uscita dal Carroccio. Ospite di una conferenza stampa a Modena dedicata alla emigrazione, l'ex generale ha risposto all'accusa di tradimento ricevuta dal vicepremier: "Io non sono un traditore, semmai è Salvini che ha tradito valori e ideali" del partito.

Vannacci ha spiegato le ragioni che l'hanno spinto ad abbandonare la Lega, nonostante la promessa di restare ripetuta dal palco di Pontida poco più di un anno fa. "Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro" su certi valori.

In particolare, il generale ha spiegato di non aver gradito le posizioni di Salvini sulle armi all'Ucraina, sulla famiglia e in materia di pensioni, dove il leader è stato costretto a rimangiarsi la promessa di abolire la legge Fornero.  Nonostante l'incarico di vicesegretario del partito e la poltrona da eurodeputato, Vannacci ha lamentato di non essersi visto riconoscere abbastanza autorità. "Non mi è stata data la possibilità di essere incisivo da un punto di vista politico, tanto più che in Toscana io mi sono trovato una Lega che ha remato contro me stesso. Tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri che gran parte dei dirigenti della Lega hanno avuto nei miei confronti", ha detto.

Rispondendo alle critiche – alcune delle quali arrivate dagli stessi ambienti leghisti – di aver sfruttato il Carroccio per un proprio tornaconto, ha detto: "La Lega mi aveva portato come persona che portava principi, valori e ideali. Nel momento in cui non vengono rispettati non rimango in un contenitore che tradisce la mia identità. Io non ho preso nessun taxi. Evidentemente il taxi ha cambiato direzione, a me interessa arrivare alla meta. Sono sceso da questo taxi, procedo a piedi con lo zaino, bussola e cartina", ha aggiunto.

A chi gli ha chiesto delle sue intenzioni a Bruxelles, Vannacci ha assicurato che non lascerà il seggio: "Chi dice che dovrei lasciare lo scranno da europarlamentare non conosce la Costituzione, perché la Costituzione italiana all'articolo 67 dice che ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le proprie funzioni senza vincoli di mandato. Il mandato è in capo all'eletto, non in capo al partito", ha rivendicato.

Sulla decisione di dar vita a un proprio partito, Futuro Nazionale, ha detto di essersi reso conto di "dover fondare un soggetto politico che rispondesse ai miei valori". "Un partito come quello che mi approccio a fondare è interlocutore naturale della destra", ha  precisato. "Presenta principi valori e ideali portati avanti. Forse qualcuno se n'è dimenticato, che predica qualcosa e poi vota altro. Forse l'offerta politica non soddisfa più", ha proseguito. Per questo, col suo nuovo partito, ha detto di voler fungere "da sveglia, adunata del mattino" nei confronti del centrodestra. "Forse con gli squilli di tromba qualcuno si sveglia e dice ‘abbiamo preso una direzione sbagliata meglio tornare sui passi che avevamo promesso agli elettori'", ha aggiunto.

L'eurodeputato si mostra fiducioso sul suo futuro politico. "Non faccio analisi elettorale. Stamattina un sondaggio presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%, mica male come rampa di lancio. Significa che c'è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto", ha dichiarato.

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