Il vaccino sperimentale contro il coronavirus sviluppato dalla farmaceutica statunitense Pfizer, in collaborazione con la tedesca BioNTech, si è rivelato in grado di prevenire il 90 percento delle infezioni. La notizia ha certamente segnato un importante passo avanti nella ricerca di una cura contro il Covid-19, anche se serviranno ancora test e verifiche. E se anche tutto dovesse andare per il verso migliore, non è detto che la fine dell'emergenza sia vicina. Non per tutti, almeno. Infatti, non tutti i Paesi hanno prenotato le dosi e in ogni caso non è chiaro se le due aziende saranno in grado di soddisfare la domanda, già ingente allo stato sperimentale e che con i primi dati positivi potrebbe presto lievitare.

Solo l'Unione europea aveva ordinato 200 milioni di dosi e sarebbe già pronta per chiederne altre 100mila. Il Regno Unito ne avrebbe ordinate tra i 30 e i 40 milioni. Gli Stati Uniti, che in precedenza avevano messo gli occhi su un altro vaccino, ora ne chiedono 100 milioni. Il Giappone 30 e il Canada 20. Pfizer e BioNTech puntano a produrre 1,3 miliardi di dosi entro il 2021: ed è subito chiara la difficoltà di coprire tutta la domanda. Entro il 2020 potrebbero essere vaccinate 25 milioni di persone, un numero ancora troppo piccolo rispetto alla velocità del virus.

"Firmeremo presto un accordo con loro per un massimo di 300 milioni di dosi. Continuiamo a proteggerci a vicenda nel frattempo", ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Ma non è chiaro quante dosi potrebbero spettare a ciascun Paese. Di conseguenza, non è chiaro quando e in che portata potrebbe arrivare in Italia il vaccino Pfizer. Anche perché l'Italia sta investendo su un altro vaccino, quello di Oxford-AstraZeneca. Il quale a dicembre sarà sperimentato nell'Azienda ospedaliera di Modena. Si tratta di uno dei sette centri italiani selezionati: la sperimentazioni riguarderanno 300 volontari e i primi risultati dovrebbero arrivare in circa sei mesi. Il vaccino potrebbe quindi essere disponibile ad aprile 2021. Entro novembre si attendono i primi risultati per la sperimentazione del vaccino Oxford-AstraZeneca anche negli Stati Uniti.