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2 Ottobre 2022
12:30

Totoministri, i nomi del nuovo governo Meloni: tutti i nodi da sciogliere

Giorgia Meloni non ha ancora risolto il rebus della squadra dei ministri, che dovrebbe sottoporre al Presidente della Repubblica Mattarella per formare il nuovo governo.
A cura di Annalisa Cangemi
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Giorgia Meloni non è ancora entrata a Palazzo Chigi, ma sta già affrontando il primo scoglio di quello che sarà probabilmente il suo governo, il primo guidato da una presidente del Consiglio donna: la composizione della squadra dei ministri. La questione non è di facile soluzione, perché Meloni dovrà convincere i suoi alleati del centrodestra, Salvini e Berlusconi, restii nel cedere i ministeri chiave, Economia, Viminale e Farnesina, a figure tecniche. Il segretario della Lega e il leader di Forza Italia vorrebbero invece che quei dicasteri fossero guidati da ministri politici. Non proprio un dettaglio, visto che le sfide che il nuovo esecutivo dovrà affrontare nell'immediato saranno il caro energia e la collaborazione con gli alleati Nato a livello internazionale per fronteggiare l'invasione russa in Ucraina.

Chi saranno i ministri del governo Meloni: le novità

In questo momento in lizza per gli Esteri c'è la diplomatica Elisabetta Belloni, ex segretario generale della Farnesina e attuale capo del Dis, il dipartimento che si occupa dei nostri servizi segreti, che era stata già indicata tra i papabili in occasione della votazione per il Quirinale. In alternativa la poltrona al momento occupata da Luigi Di Maio potrebbe essere destinata al numero due degli azzurri Antonio Tajani. Quest'ultimo continua a chiedere che nella costruzione del nuovo governo venga dato peso uguale a quello della Lega: "Berlusconi lo ha detto ieri, pari dignità significa avere u peso specifico pari a quello della Lega dentro un governo in cui siamo determinanti, abbiamo avuto gli stessi voti".

Il Carroccio potrebbe aggiudicarsi il ministero della Giustizia, con Giulia Bongiorno. Quest'ultima però porrebbe non essere la persona giusta per ricoprire questo ruolo, in quanto avvocata famosa implicata in molti processi, che potrebbero generare conflitti di interessi. Un'altra opzione sempre per la Giustizia, non ancora accantonata, è quella di Carlo Nordio, il giurista ed ex magistrato eletto con Fratelli d'Italia alla Camera in Veneto. Anche in questo caso si tratta di un nome già uscito per il Quirinale.

L'ipotesi di Matteo Salvini per il Viminale appare sempre più remota, anche se questa casella potrebbe andare comunque ad un uomo vicino al segretario della Lega. I nomi che girano in questi giorni sono quelli dell’ex prefetto Matteo Piantedosi, capo di gabinetto quando Salvini era al Viminale. Per il segretario della Lega potrebbe invece profilarsi un posto da vicepremier, insieme ad Antonio Tajani. In questo caso il leader della Lega potrebbe tenere anche le deleghe al Lavoro.

Un altro nome papabile per il ministero dell'Interno è quello di un altro prefetto, Giuseppe Pecoraro. E ancora, la Lega spera nella nomina dell'attuale sottosegretario al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio all'Agricoltura, ruolo che gli è stato già affidato nel governo Conte uno. Proprio per ragionare sulla squadra di governo, martedì è in agenda un Consiglio Federale del Carroccio, "per condividere e poi scegliere i nomi più adatti. C'è grande ottimismo: la Lega non vede l'ora che questo governo cominci a lavorare", fa sapere una nota di via Bellerio.

Per quanto riguarda Forza Italia sembrano avere chances Anna Maria Bernini (Istruzione) e Licia Ronzulli (Salute). Tra i papabili azzurri spunta anche il nome di Alessandro Cattaneo, deputato uscente di Forza Italia, rieletto nel collegio uninominale di Pavia (Infrastrutture). Per il ministero più delicato, quello dell’Economia, continuano a circolare i nomi di Fabio Panetta, economista ed ex direttore generale della Banca d'Italia, oggi nel board della Bce, e di Domenico Siniscalco, ministro dell'Economia nel primo e secondo governo Berlusconi.

Il totoministri si intreccia con il futuro della Regione Lombardia: lo scontro tra il governatore leghista Attilio Fontana e la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti (Forza Italia). Entrambi vorrebbero correre alle elezioni del prossimo anno per la Regione. Per raggiungere un accordo superare lo stallo pare che Moratti abbia chiesto per lei il ministero della Salute, ma Meloni non sarebbe disposta a considerare quest'ipotesi. La questione è stata sicuramente oggetto di discussione nell'ultimo incontro tra Meloni e Salvini. "Il mio consiglio a Letizia Moratti è di non agitarsi, perché questo non è proprio il momento e l'intelligenza di un politico si coglie anche dalla sua capacità di scegliere i tempi", ha detto la coordinatrice di Fratelli d'Italia in Lombardia, Daniela Santanché, assicurando che "la questione sarà affrontata tra i leader nazionali".

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