"Sono dibattiti non che non mi appassionano e che rigetto senza neanche ascoltarli". Così il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, intervenendo al programma ‘Centocittà' su Radio 1, ha risposto a chi gli chiede se nella ricerca di un nuovo equilibrio tra M5s e Lega per scongiurare la crisi il suo incarico rischi di essere messo in discussione. "Gli italiani ci hanno dato un mandato forte per cambiare il Paese e cambiarlo in meglio, io sto lavorando per migliorare la vita delle persone. Sto lavorando per gli italiani", ha aggiunto Toninelli.

Il ministro pentastellato ha risposto alle accuse lanciate da Raffaele Cantone, che ieri sera si è espresso sul decreto Sblocca Cantieri, che dopo l'ok del Senato attende l'approvazione alla Camera per essere convertito in legge: "Non si è abbassata l'asticella di un solo millimetro sulle verifiche anticorruzione e questo Cantone lo sa benissimo perché il lavoro fatto è iniziato nel settembre 2018 e Cantone con l'Anac è sempre stato presente". Ieri Cantone, nella sua relazione annuale in Parlamento, aveva sottolineato che il dl "è stato fatto segno di numerose e sostanziali modifiche e ad oggi si fa fatica ad orientarsi fra gli emendamenti e i subemendamenti approvati e modificati e a individuare, quindi, un testo su cui potersi confrontare", aggiungendo che "il settore degli appalti ha assoluto bisogno di stabilità e certezza delle regole, e non di continui cambiamenti".

Critiche erano arrivate anche dal segretario del Pd Nicola Zingaretti, secondo cui il decreto è "un ‘blocca Italia', un provvedimento di corto respiro, pasticciato e confuso per trovare una sintesi tra gli interessi di parte della Lega di Salvini e il M5S di Di Maio".

Toninelli ha ricordato anche che "è stata approvata una legge Spazzacorrotti che aumenta molto finalmente i livelli di attenzione sulla corruzione. Che il Pd contesti – ha aggiunto – mi pare scontato, fa opposizione". Il titolare del dicastero di Porta Pia ha inoltre ribadito la ratio del decreto Sblocca cantieri e ha detto: "Abbiamo semplificato le norme per mettere a gara e impegnare risorse pubbliche e contemporaneamente commissariamo le opere lente. Per fare un esempio – ha concluso – ci sono miliardi di fondi Fsc che se non venissero impegnati entro il 2021 dovrebbero essere parzialmente restituiti".