Tomaso Montanari: “Al referendum il governo chiede pieni poteri, vogliono distruggere la Costituzione”

"Abbiamo un governo che ci chiede di assumere i pieni poteri". Lo ha detto Tomaso Montanari, storico dell'arte e saggista, intervenendo nell'ultima puntata di Scanner Live, il programma di approfondimento politico di Fanpage.it che va in diretta tutti i mercoledì sera alle ore 21. Il professor Montanari ha risposto alle domande di Valerio Nicolosi sul referendum sulla giustizia che si terrà tra pochi giorni, e ha allargato lo sguardo alle intenzioni più ampie del governo Meloni anche dopo il voto.
"Giustizia, decreti sicurezza premierato: così il governo travolge la Costituzione"
"Se passa il Sì ci saranno le leggi ordinarie", ovvero le leggi con cui bisogna mettere concretamente in atto le riforme alla Costituzione, ha spiegato il professore. E sui contenuti di queste ultime "qualcosa già conosciamo", perché c'è una vecchia proposta della "capo di gabinetto di Nordio" Giusi Bartolozzi, che ha parlato della magistratura come plotone d'esecuzione ("dimenticandosi che i plotoni di esecuzione i magistrati se li sono trovati davanti nella realtà e sono morti sotto quel fuoco, parole veramente indegne").
Montanari ha ricordato che, quando Bartolozzi era deputata di Forza Italia "ha presentato una proposta di legge costituzionale che dice che l'articolo 112, quello che che segna la vera indipendenza del pubblico ministero prescrivendo l'obbligatorietà dell'azione penale, andrebbe riformato", per fare sì che "ogni anno i criteri e le priorità dell'azione penale li decidano il ministro della Giustizia e il ministro degli Interni con un voto della maggioranza parlamentare". Nell'introduzione, quel disegno di legge "diceva che deve essere la politica a decidere. Quindi quello che faranno lo sappiamo".
Secondo il professore, la riforma messa oggi a referendum "è soltanto un vagone di un treno che vorrebbe travolgere la Costituzione. Gli altri vagoni si chiamano decreti Sicurezza, con la fine della libertà di espressione; e poi premierato, con l'idea che la maggioranza prenda tutto, anche il presidente della Repubblica e anche la Corte Costituzionale. Cioè quello che viene messo in discussione è l'idea del limite, del fatto che un potere ne limiti un altro".
Un problema che "ci riguarda anche fuori dall'Italia". In questo momento internazionale difficile "la guerra, i genocidi, la distruzione del diritto internazionale hanno a che fare con l'idea che gli Stati pensano che la loro sovranità sia illimitata, proprio il contrario dell'articolo 11 in cui noi cediamo sovranità per costruire giustizia e pace. Quindi noi stiamo votando per il futuro".
I governi vogliono poteri illimitati, non solo in Italia: il caso Trump e l'imbarazzo di Meloni
Proprio guardando al di fuori dell'Italia, Montanari ha parlato del rapporto tra Giorgia Meloni e Donald Trump: "Più che pontiera mi sembrava lo scendiletto di Trump. Sembrava non dico una cortigiana, perché in italiano può essere frainteso, ma una donna della corte intesa come la corte del re, che aveva intorno dei dignitari che chinavano il capo. Tra l'altro proprio di questo si parla anche nel referendum, di sovranità popolare".
L'Europa è "per sua natura un luogo di cessione delle sovranità degli Stati", ma "sono tornate le fiammate del nazionalismo e della guerra. Ci stiamo riarmando come Stati-nazione, che è una bestemmia per l'Europa di Ventotene. Giorgia Meloni non ha nessun interesse nell'Europa, ha interesse nello sfascio dell'Europa, perché la sua è una visione ultranazionalista".
Il problema è che "mentre lei è molto abile a camuffare le sue radici non democratiche e illiberali, Trump è fuori controllo. Allora, in questo momento c'è una grande imbarazzo per per la linea di Trump. E c'è anche una difficoltà oggettiva. La Costituzione repubblicana per fortuna, come ci impedisce di fare parte del cosiddetto Board of peace ci impedisce anche di diventare collaterali in una guerra di aggressione. È questo che stringe Giorgia Meloni tra le sue contraddizioni. Però, come dire, prima o poi si dovrà scoprire questo gioco. Giorgia Meloni sta dalla parte di Trump, o sta dalla parte della Costituzione della Repubblica, da un punto di vista ideologico?".
La distruzione della Costituzione, della giustizia sociale e della libertà
Montanari ha anche risposto alla domanda su quale possa essere l'alternativa, oggi, per l'Europa e non solo: "La centralità della persona umana. Siamo umani prima che italiani o europei o americani. Siamo umani. Ed è esattamente quello che si è distrutto a Gaza. L'idea è che esista un'umanità di serie B, che esistano vite che non sono degne nemmeno di essere piante".
Negli Stati, bisogna garantire "il pieno sviluppo della persona umana di cui parla l'articolo 3 della Costituzione. La giustizia sociale dentro, che si sposa con la pace fuori". E sul piano politico "credo che ci manchi molto una sinistra capace di far sentire forte la sua voce. Ora, dopo decenni di distruzione del progetto della Costituzione, siamo arrivati al fondo".
Il professore ha ricordato una frase di Sandro Pertini, pronunciata nel 1970: "Quando avremo distrutto la giustizia sociale perderemo anche la libertà". E ha aggiunto: "Temo che quella profezia si stia realizzando. Spero che domenica e lunedì noi fermeremo questo treno con un grande No, e poi ci sarà da ricostruire la democrazia costituzionale in questo Paese. Che vuol dire soprattutto giustizia sociale e centralità della persona umana".