La notizia era attesa. Il governo ha impugnato l'ultima ordinanza del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, sui test obbligatori per chi arriva nell'isola sprovvisto del test di negatività al coronavirus. La decisione di prevedere un ‘passaporto sanitario' un certificato che attesti la negatività al virus, è stata contestata dal governo, che aveva avviato un'istruttoria. L'esecutivo ha voluto dunque sfidare l'amministrazione Solinas, attraverso un ricorso al Tar Sardegna. È quanto stabilito al termine del confronto dei ministri degli Affari regionali e della Salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza, con l'Avvocatura dello Stato. Il mancato rispetto dell'articolo 16 sulla libera circolazione delle persone è la ragione fondamentale del ricorso depositato al Tar della Sardegna.

L'Avvocatura dello Stato ha depositato dunque l'atto di impugnazione dell'ordinanza, in vigore da ieri, che prevede test obbligatori per i passeggeri in entrata, che non si siano presentati all'imbarco con una certificazione di negatività al Covid-19. Sono esentati coloro che viaggiano su navi e aerei per comprovati motivi di lavoro o di salute, gli equipaggi dei mezzi di trasporti, "soggetti appartenenti a organi costituzionali (per esempio, i parlamentari, ndr) o addetti a servizi pubblici e essenziali nell'esercizio delle rispettive funzioni (sanitari, forze dell'ordine, forze armate)" e anche i minori di 10 anni e le persone in uscita dalla Sardegna che vi facciano rientro entro 48 ore. Secondo il provvedimento poi i passeggeri sprovvisti di certificato di negatività possono anche sottoporsi a un test sierologico, anche qualitativo nella struttura di destinazione, purché l'esito "sia certificato da un medico abilitato" e trasmesso "alla direzione generale" dell'assessorato regionale alla Sanità. La Regione Sardegna aveva chiarito ieri che avrebbe rimborsato i test.

Per il governo si è trattato di una fuga in avanti di Solinas, e per questo è arrivato allo scontro. Il ministro per gli Affari Regionali Boccia aveva avvisato la Regione, annunciando l'avvio di un'istruttoria per verificare la legittimità di quest'ordinanza, e di quella del Piemonte, che ha stabilito che ogni studente dovrà presentarsi con l'autocertificazione che attesti l'avvenuta misurazione della temperatura (oppure dovranno occuparsene le scuole): "Quello che non è ammissibile è che in queste ore alcune Regioni, penso a Piemonte e Sardegna, approvino delle ordinanze per proprio conto, dopo aver chiuso all'unanimità con tutte le altre regioni accordi che hanno messo in sicurezza una serie di servizi tra cui scuola o trasporti".

Rivolgendosi al governatore sardo aveva detto: "La Regione Sardegna avrà sempre il nostro supporto ma deve chiarirsi le idee su cosa fare. Non esiste una ‘soluzione sarda' al coronavirus, ma azioni sinergiche tra Stato e Regioni per bloccare la diffusione del contagio".

Oggi pomeriggio il governo ha impugnato anche l'ordinanza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.