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Tassa di soggiorno, sempre più Comuni la applicano: dove si paga di più e quanto incide sui turisti

La tassa di soggiorno si espande in Italia, coinvolgendo sempre più Comuni e generando un gettito in forte crescita, ormai oltre 1,2 miliardi di euro. Parallelamente aumentano tariffe e durata dell’imposta, con effetti diretti sul costo dei pernottamenti e un dibattito (ancora aperto) sull’uso delle risorse da parte degli enti locali.
A cura di Francesca Moriero
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In un'Italia sempre più attraversata dai grandi flussi turistici, anche la tassa di soggiorno diventa ora un tassello strutturale delle politiche locali. Quello che un tempo era un tributo circoscritto alle principali città d'arte si sta infatti trasformando in uno strumento diffuso, adottato progressivamente anche da centri medio-piccoli e località a forte vocazione turistica.

Crescita dei Comuni e gettito raddoppiato in cinque anni

Secondo l'Osservatorio nazionale 2026 elaborato da Jfc e riportato da Il Sole 24 Ore, nel corso dell'anno saranno 1.411 i Comuni italiani che applicheranno l'imposta di soggiorno, con 24 nuove adesioni rispetto al 2025. Un dato che conferma l'espansione costante dello strumento sul territorio nazionale. La crescita più rilevante riguarda però gli incassi complessivi: negli ultimi cinque anni il gettito è più che raddoppiato, passando da circa 628 milioni di euro a oltre 1,2 miliardi stimati per il 2026. Una dinamica che riflette sia l'aumento dei flussi turistici sia l'incremento progressivo delle tariffe applicate dalle amministrazioni locali.

Tariffe in aumento e durata più estesa dell'imposta

Non è però solo il numero dei Comuni ad aumentare, ma anche il peso della tassa di soggiorno, che negli ultimi mesi è diventata più incisiva. Nel corso dell'ultimo anno, infatti, 53 amministrazioni hanno modificato le regole dell'imposta, intervenendo sia sulle tariffe applicate per notte sia sulla durata del periodo di riscossione. In diversi casi il tributo non è più limitato alla sola alta stagione, ma viene esteso a un arco temporale più ampio, fino a coprire l'intero anno, diventando così una componente stabile del costo del pernottamento. Questa dinamica coinvolge realtà molto diverse tra loro: dai grandi capoluoghi d'arte alle località turistiche consolidate, fino a destinazioni emergenti che stanno registrando una crescita significativa dei flussi.

Qual è il risultato? Un progressivo aumento del costo medio del soggiorno per i visitatori, soprattutto nelle aree a maggiore pressione turistica. In parallelo, in alcune destinazioni le tariffe stanno raggiungendo livelli vicini ai massimi previsti dalla normativa nazionale, con importi che, a seconda della categoria della struttura ricettiva e delle decisioni del singolo Comune, possono oscillare tra i 5 e i 10 euro a notte. Un livello che, soprattutto nelle città più visitate e nelle mete ad alta stagionalità, incide sempre più in modo diretto sul prezzo finale del soggiorno e sulla competitività delle destinazioni.

Le grandi città d'arte restano il motore principale degli incassi

Il cuore del gettito resta concentrato nelle principali città d'arte italiane, che continuano a rappresentare la quota più consistente delle entrate. Roma si conferma nettamente al primo posto con circa 288 milioni di euro, una cifra stabile che la mantiene al vertice nazionale. Seguono Milano, Firenze e Venezia, che insieme concentrano una parte rilevante degli incassi complessivi. Milano, in particolare, mostra una crescita significativa, sostenuta dall'aumento delle tariffe e dal richiamo dei grandi eventi internazionali e sportivi, che contribuiscono a incrementare la domanda turistica e i pernottamenti.

Il boom delle destinazioni turistiche minori e dei borghi

Ma la tassa di soggiorno si sta espandendo anche in località di dimensioni più contenute: centri turistici del lago, del mare e della montagna stanno infatti registrando sempre più incrementi sia nel numero di pernottamenti sia negli introiti derivanti dal tributo. Tra i casi più significativi spicca Lazise, sul Lago di Garda, che segna un aumento degli incassi vicino al 60% grazie alla revisione delle tariffe nelle strutture ricettive. Andamenti simili si osservano anche in altre località come Bardolino, Caorle e diverse destinazioni balneari e lacustri, dove la tassa sta diventando una componente sempre più rilevante dei bilanci comunali. In molti casi, l'incremento è legato non solo alla crescita del turismo ma anche proprio alla decisione delle amministrazioni di ampliare la platea delle strutture soggette al tributo o di aumentare le tariffe per notte.

Un gettito sempre più legato ai grandi eventi e ai flussi internazionali

Un altro elemento chiave riguarda la crescente dipendenza del gettito turistico dai flussi internazionali e, sempre più spesso, dal calendario dei grandi eventi. Non si tratta più infatti soltanto di turismo "tradizionale" legato alle stagioni o alle vacanze, ma di una componente sempre più influenzata anche appunto da appuntamenti sportivi, culturali e fieristici che incidono in modo diretto sul numero delle presenze e, di conseguenza, sugli incassi derivanti dall'imposta di soggiorno.

In questo quadro, le città che ospitano eventi di rilievo internazionale tendono a registrare variazioni più marcate rispetto ad altri territori, perché attraggono una quota significativa di visitatori stranieri caratterizzati, in media, da una maggiore capacità di spesa e da soggiorni spesso concentrati in periodi specifici dell'anno. Questo, ovviamente, rende il gettito più dinamico, ma anche più esposto alle oscillazioni legate alla presenza o meno di grandi manifestazioni. Milano rappresenta in questo senso uno degli esempi più evidenti; la città beneficia infatti non solo del suo ruolo di polo economico e culturale, ma anche della forte attrattività del sistema fieristico e degli eventi internazionali che vi si svolgono durante l'anno. A questo si aggiungono poi le ricadute economiche delle competizioni e delle iniziative sportive e culturali, che contribuiscono a rafforzare i flussi turistici e a sostenere la crescita degli incassi legati alla tassa di soggiorno.

Il problema politico sull'utilizzo delle risorse

Accanto alla crescita del gettito, si apre però un tema sempre più centrale, e cioè quello della destinazione delle risorse. La normativa prevede infatti che l'imposta di soggiorno venga utilizzata per interventi legati al turismo, come promozione, servizi e manutenzione delle infrastrutture turistiche. Secondo l'Osservatorio Jfc sulla tassa di soggiorno 2026, però, una parte dei Comuni tenda a utilizzare questi fondi anche per coprire spese correnti o esigenze di bilancio non strettamente legate al turismo, alimentando così un dibattito sulla trasparenza e sull'effettivo rispetto della finalità originaria del tributo.

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