Crisi in Venezuela dopo l'attacco USA

Trentini e Burlò liberati in Venezuela, Tajani: “Rientro entro domani”, Meloni: “Collaboriamo con Caracas”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che Alberto Trentini e Mario Burlò rientreranno in Italia a bordo di un aereo tra stanotte e domani: “L’importante è che stiano tornando a casa, ed è importante che siano cambiate le relazioni tra Venezuela e Italia, c’è stato un cambio di passo”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto una conferenza stampa questa mattina alla Farnesina dopo la liberazione di Alberto Trentini e l'imprenditore Mario Burlò. "Siamo tutti felici", ha detto Tajani, che ha ricostruito il lavoro diplomatico nelle ultime ore prima della scarcerazione dei due.

"Ieri sera verso le 8:10 il ministro degli Esteri del Venezuela mi ha comunicato che la presidente Rodriguez aveva deciso di liberare Trentini. Mi ha ha detto il ministro degli Esteri che nel giro di poco tempo sarebbe stato liberato lui" il cooperarnte veneziano "e anche altri italiani. Alle 3:50 di stamane il nostro ambasciatore mi ha chiamato per dirmi che erano arrivati Trentini e l'altro mostro connazionali (Mario Burlò ndr) che erano liberi ed erano nella nostra Ambasciata. Ho parlato subito con entrambi, erano in buone condizioni. Mi sono preoccupato soprattutto di quello. Dopodiché ho informato la presidente del Consiglio che aveva seguito personalmente la vicenda di Trentini, e non solo. Abbiamo subito fatto partire un aereo, che rientrerà tra stanotte e domani, riportando a casa entrambi", ha detto il titolare della Farnesina ai giornalisti.

Tajani: "Altri 42 connazionali detenuti in Venezuela"

In Venezuela "abbiamo adesso ancora 42 italo-venezuelani detenuti, perché quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. I detenuti politici sono 24, gli altri non sono politici e adesso lavoriamo per fare in modo che possano essere liberati nel maggior numero possibile", ha dichiarato ancora Tajani nella conferenza stampa alla Farnesina. Il governo non ha chiesto perché fossero detenuti Trentini e Burlò. Per il cooperante veneziano in particolare non c'erano accuse formali: "Per noi era importante liberali, sapete che erano detenuti politici. Non toccava a noi fare un dibattito su questo".

Secondo il ministro degli Esteri la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò è "frutto di un lavoro sotto traccia": "Ieri abbiamo lavorato a lungo", ha aggiunto, per poi sottolineare che "la svolta" c'è stata con la presidente ad interim Delcy Rodriguez: "È importante che siano cambiate le relazioni tra Venezuela e Italia, la decisione di Rodriguez è un segnale molto forte che va nella direzione di un cambio di passo", ha detto il capo della diplomazia italiana.

"Il presidente del Consiglio e io l'abbiamo accolto come veramente una novità importante e la prima risposta che cambieranno le relazioni tra Roma e Caracas è quella di innalzare il livello della nostra rappresentanza diplomatica", ha detto ancora il vicepremier azzurro durante il punto stampa. "Oggi il nostro ambasciatore è un incaricato d'affari, cioè quello è il livello. Abbiamo deciso, il presidente del Consiglio e io, abbiamo informato il capo dello Stato che è intenzione di elevare il livello del capo della Delegazione al ruolo di ambasciatore. Questo è un segnale politico importante, una risposta positiva al messaggio che ci è venuto da Caracas", ha spiegato.

"Ora dobbiamo lavorare per far sì che possa ricominciare una collaborazione diversa. Noi abbiamo presenza di tante imprese, abbiamo 170 mila cittadini venezuelani con passaporto italiano. Sono circa un milione i cittadini venezuelani di origine italiana. Quindi per noi il Venezuela è un paese molto importante", ha evidenziato ancora il ministro degli Esteri.

Cosa ha detto Meloni sulla liberazione di Alberto Trentini

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Il dossier Trentini è stato seguito da vicino dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che questa mattina ha ringraziato i membri del governo e i diplomatici che hanno lavorato sul caso: "Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia e si somma a quella delle scorse ore della liberazione di altri nostri connazionali. Riabbracceranno presto le loro famiglie che hanno sofferto e a cui va il nostro affetto", ha detto la premier in un video sui social. "Questo risultato è frutto del lavoro discreto ma efficace portato avanti dal governo, dalla rete diplomatica e dall'intelligence. Voglio ringraziare tutti i servitori dello Stato che hanno dato il loro contributo. Continueremo a lavorare senza sosta affinché la costruttiva collaborazione instaurata con le autorità di Caracas possa produrre ulteriori sviluppi positivi. L'Italia non si stancherà di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia".

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