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Superbonus, perché scattano controlli del Fisco sui condomini e chi rischia di perdere lo sconto

I condomini sono gli unici edifici che hanno ancora tempo – fino al 31 dicembre 2025 – per chiudere i cantieri del Superbonus edilizio. L’Agenzia delle Entrate sta avviando dei controlli che potrebbero obbligare gli inquilini a restituire i soldi dello sconto fiscale: se i lavori non sono terminati, ma anche in caso di altre irregolarità tecniche.
A cura di Luca Pons
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Negli ultimi anni è progressivamente calato l'uso del Superbonus 110%, e ora inizia la fase dei controlli su chi ha approfittato dello sconto fiscale. Già da tempo è partito l'invio delle lettere del Fisco a chi non ha aggiornato il valore catastale del suo immobile dopo i lavori; nel frattempo, ci sono state verifiche sulle imprese e gli intermediari finanziari coinvolti. Ma a partire dalle prossime settimane l'attenzione dell'Agenzia delle Entrate si concentrerà soprattutto – anche se non esclusivamente – sui condomìni.

Il motivo è semplice: i condomini sono gli unici edifici che hanno ancora tempo, in alcuni casi, per concludere i lavori. La proroga, infatti, è andata fino al 31 dicembre 2025 purché si rispettassero certe condizioni. Il risultato è che – stando ai dati Enea, aggiornati a fine ottobre – dei quasi 140mila condomini che hanno fatto lavori ne resta quasi il 5% che non li ha ancora completati. Si parla di quasi 6.400 immobili in tutta Italia.

Il problema dei controlli, però, non riguarda solo chi non chiude i lavori in tempo. Ma anche quegli edifici che, ad esempio, a cantieri chiusi non hanno raggiunto il requisito di fare un salto di due classi energetiche. O quelli dove emergono delle irregolarità tecniche di altri tipi, come ha riportato il Sole 24 Ore.

La colpa può essere di aziende che si sono sovraccaricate di lavoro, o di ritardi esterni, o ancora di professionisti poco affidabili. Ma i condòmini sono ritenuti responsabili a livello fiscale: ovvero, anche se sono in buona fede, potrebbero essere chiamati a restituire i soldi del Superbonus già utilizzati, più sanzioni (del 25%) e interessi. Il motivo è che tecnicamente sono loro i committenti, perché hanno approvato i lavori in assemblea e ne hanno avuto i benefici.

Cosa succede se i lavori non finiscono in tempo

Il rischio più evidente lo corrono quegli oltre 6mila condomìni in cui i lavori non sono ancora terminati. Come detto, i numeri sono aggiornati a fine ottobre, quindi nel frattempo la situazione potrebbe essere migliorata. Fatto sta che, se i lavori non si chiudono in tempo, si perde il diritto al Superbonus 110%. Quindi non si potrà ottenere lo sconto fiscale. E chi lo ha già utilizzato in dichiarazione dei redditi dovrà restituire i soldi.

E non solo. Se il cantiere si è chiuso, ma l'edificio non ha fatto un salto in avanti di due classi energetiche, i requisiti del Superbonus non sono soddisfatti. Quindi anche in questo caso non si ha diritto a utilizzare i soldi previsti per lo sconto fiscale. L'Agenzia delle Entrate può rivalersi direttamente sui condòmini, da questo punto di vista, anche se si sono affidati a imprese e tecnici esterni (che hanno una loro parte di responsabilità, ma non per quanto riguarda la restituzione del bonus).

Un aspetto che va sottolineato è che, per casi simili, la sanzione non può essere divisa a rate. La somma va versata in un'unica soluzione. E in molti casi si parla di somme che gli inquilini non hanno mai avuto, materialmente, perché il credito fiscale è andato direttamente alle imprese tramite lo sconto in fattura.

Gli altri errori tecnici che possono far perdere il Superbonus

Non solo i cantieri incompiuti e la mancanza di salto di classe energetica: anche altre irregolarità possono essere sanzionate. Ad esempio, ci sono le asseverazioni realizzate da professionisti che, nel corso degli anni, hanno accertato a che punto erano i lavori. Se queste non corrispondono alla realtà, perché magari includono costi più alti o dei lavori che non sono stati effettivamente realizzati, si rischia di perdere il bonus.

Lo stesso vale per le discrepanze, ad esempio, sui materiali che sono stati usati. O sulla conformità rispetto alle norme in vigore, o ancora sulle dichiarazioni Sal (Stato avanzamento lavori). Un altro esempio è quella situazione in cui i materiali sono stati consegnati in cantiere, e questo è stato considerato come un ‘avanzamento' dei lavori, anche se questi non venivano poi usati entro le scadenze. Un errore tecnico, anche se non c'è frode, potrebbe costare il diritto allo sconto fiscale.

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