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Studenti da Gaza all’Italia: dopo mesi di silenzio la Farnesina lavora per riaprire i corridoi universitari

La Farnesina si prepara a riaprire i corridoi universitari per portare in Italia i palestinesi vincitori di borse di studio nei nostri atenei. Ma resta il limite imposto dai paesi di transito: “Il canale di Giordania e Israele risulta bloccato”, spiega il Ministero.
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Il ministro degli esteri Antonio Tajani
Il ministro degli esteri Antonio Tajani

L’Italia sta lavorando per condurre nuove operazioni di evacuazioni di studenti da Gaza. Lo annuncia in una nota il Ministero degli Esteri. Le nuove operazioni, fa sapere la Farnesina, mirano a venire incontro ai giovani abitanti della Striscia attraverso i corridoi universitari.

I voli della Farnesina dedicati ai titolari di borse di studio in Italia hanno permesso a 157 giovani di lasciare Gaza negli ultimi mesi del 2025. I corridoi, però, sono stati bruscamente interrotti lasciando fuori decine di studenti vincitori, circa 50, secondo quanto apprende Fanpage.it dai volontari che in questi mesi hanno fatto da ponte tra le università e la Striscia. Il motivo, come oggi spiega il ministero guidato da Antonio Tajani, sarebbe da ricercarsi nel mancato via libera da parte di Israele e dei paesi di transito.

"Per indicazione dei governi di Giordania e Israele, il canale che ha permesso finora di evacuare 157 studenti da Gaza nel solo periodo settembre-dicembre 2025 risulta bloccato, l’Ambasciata d’Italia ad Amman sta esplorando nuove alternative con le Autorità giordane, tra cui quella di riattivare i ‘corridori universitari'".

Come fa notare l'Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione), però, l'emissione dei visti da parte dell'ambasciata italiana non riguarda paesi esteri, ed è requisito imprescindibile perché le autorità straniere, israeliane, giordane ed egiziane, consentano il transito dei gazawi sui loro territori per raggiungere Roma.

Il primo volo che ha portato studenti e ricercatori palestinesi in Italia. Ad accoglierli c’era il ministro Antonio Tajani
Il primo volo che ha portato studenti e ricercatori palestinesi in Italia. Ad accoglierli c’era il ministro Antonio Tajani

Attraverso i voli organizzati con la Farnesina sono state realizzate quattro operazioni: 39 studenti il 29 settembre, 49 il 22 ottobre, 61 nelle evacuazioni del 19 e 24 novembre e, da ultimo, 8 studenti il 15 dicembre.

La maggior parte di questi studenti è arrivata in Italia grazie al programma di borse di studio IUPALS (Italian Universities Palestinian Students), ma il Ministero fa sapere di stare valutando anche l'apertura di "canali aggiuntivi rispetto al programma IUPALS (Italian Universities Palestinian Students), alla luce delle 165 richieste complessivamente ricevute dal Consolato Generale a Gerusalemme, non tutte riconducibili al programma IUPALS".

Si tratta dell'iniziativa promossa dalla CRUI per consentire agli studenti palestinesi di proseguire il proprio percorso accademico presso atenei italiani attraverso l'esonero dalle tasse universitarie, i finanziamenti per l'alloggio, per i pasti e per l'assicurazione sanitaria.

Titolare di borsa di studio IUPALS è anche il 22enne Mohammed Al-Ashi, il quale attraverso Fanpage.it si è fatto portavoce dell'appello degli studenti di Gaza titolari di borse di studio in Italia. La Farnesina segnala che tra gli interessati ci sono 38 studenti segnalati dall’Università di Milano beneficiari di borse di studio presso quell’Ateneo, ma le università coinvolte sono molte di più. Almeno 18 in tutta Italia secondo quanto apprende Fanpage.it.

"La maggior parte dei borsisti è partita mesi fa, ma noi continuiamo a restare bloccati a Gaza, anche se abbiamo borse di studio complete che coprono tutte le spese. Siamo stati lasciati indietro. E la cosa più dolorosa è la totale assenza di comunicazione da parte dell'ambasciata", aveva detto Al-Ashi.

Ora resta però da capire quali canali attiverà la Farnesina per riaprire concretamente i corridoi universitari, e quando l'ambasciata inizierà ad emettere i visti.

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