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Studente ucciso in classe a La Spezia, il sindaco di centrodestra: “Uso dei coltelli solo in certe etnie”

“È chiaro che l’uso dei coltelli arriva solo in certe etnie”. È il commento del sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini (centrodestra) al caso di Youssef Abanoub, lo studente 18enne morto dopo esser stato accoltellato in classe da Zouhair Atif, 19 anni e anche lui alunno dello stesso istituto.
A cura di Giulia Casula
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Secondo il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini, maneggiare coltelli è un'usanza che appartiene "solo a certe etnie". Il riferimento è al caso di Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato all'interno dell'Istituto professionale ‘Domenico Chiodo' di La Spezia. Il ragazzo, appena 18enne, è stato colpito al costato da Zouhair Atif, 19 anni e con origini marocchine, anche lui alunno della stessa scuola e al momento in arresto per omicidio.

La vicenda ha scosso la realtà ligure e sta generando parecchi reazioni politiche. Chiamato a commentare l'accaduto a a Otto e mezzo su La7, il sindaco Peraccini, di centrodestra, ha dichiarato: "Purtroppo c'è una cultura nell'uso di questi coltelli che è veramente inaccettabile. È un problema che cerchiamo di affrontare ogni giorno in modo molto complicato. Siamo una città con 20mila stranieri su quasi 100mila abitanti. Tutti lavorano, anche se vengono da mondi diversi. Ma è chiaro che l'uso dei coltelli arriva solo in certe etnie. Dobbiamo fare molto di più", ha aggiunto.

A quanto risulta infatti, il ragazzo sarebbe stato colpito dall'altro studente con un lungo coltello portato da casa, poi disarmato dal professore. "Al governo Meloni chiedo semplicemente di ascoltare noi, Comuni e sindaci. Chiedo provvedimenti più severi: chi sbaglia deve capire che non la fa franca e le vittime non devono essere colpevoli di essere vittime, vanno tutelate. Dobbiamo vivere in democrazia con più serenità", ha detto Peracchini. "Non è possibile che succedano fatti come quelli di oggi. Una famiglia non può non vedere arrivare a casa il proprio figlio perché qualcuno pensa di usare un coltello come fosse un bicchiere d'acqua".

Salvini: "Coltello nello zaino? Al lavoro su stretta per chi porta armi"

Richieste davanti alle quali il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha colto l'occasione per rilanciare il nuovo pacchetto sicurezza del governo, che sarà presentato in uno dei prossimi Consigli dei ministri. "Uno studente di origine marocchina ha accoltellato, durante una lezione in classe davanti ai compagni, uno studente di origine egiziana, che ora lotta per La vita. Pazzesco, questo era andato a scuola col coltello nello zaino! Siamo già al lavoro per misure ancora più restrittive per chi porta e usa armi, tolleranza sottozero con i violenti di ogni razza e colore", ha scritto sui social.

Gli fa eco il deputato del Carroccio, Igor Iezzi. "Si approvi subito il nuovo decreto sicurezza voluto dalla Lega in Consiglio dei Ministri che, tra le varie misure, introduce anche il divieto assoluto dell'uso di lame e coltelli, con aggravanti per il loro utilizzo in contesti sensibili come le scuole", ha dichiarato.

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