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Striscione anti aborto al Parlamento europeo, la protesta dei Conservatori: “È una vita, non una scelta”

Oggi il gruppo dei Conservatori europei, di cui fa parte anche FdI, ha esposto uno striscione anti aborto all’Europarlamento. “È una vita, non una scelta”, è lo slogan firmato dal deputato cipriota Geadis Geadi.
A cura di Giulia Casula
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"È una vita, non una scelta". È lo slogan che appare nel maxi-striscione esposto oggi all'Europarlamento. Il manifesto reca il simbolo dei Conservatori europei (Ecr), una delle famiglie della destra sovranista a Bruxelles, di cui fa parte anche Fratelli d'Italia.

Lo striscione, raffigurante un bambino all'interno di un utero materno è stato srotolato dal terzo piano dell'Eurocamera di Strasburgo mentre in Aula erano in corso le raccomandazioni al Consiglio sulle priorità dell'Ue per la 70esima sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile. Nell'immagine si può scorgere la firma di Geadis Geadi, eurodeputato di cipriota e il logo dei Conservatori e Riformisti europei, oggi guidato dal meloniano Nicola Procaccini.

La presidente dei Liberali Ue Valerie Hayer ha duramente condannato il manifesto antiabortista: "Sono assolutamente indignata dal fatto che uno striscione antiabortista possa essere stato esposto all'interno del Parlamento europeo", ha scritto su X. Hayer ha esortato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola "a fare luce su questo incidente e a sanzionare il membro o i membri del gruppo Ecr responsabili".

Netta anche la reazione della leader della sinistra Ue, Manon Aubry, che in Aula ha protestato: "Questa mattina, il gruppo Ecr, ovviamente composto da soli uomini, ha mostrato uno striscione anti aborto. L'estrema destra ha svelato ancora una volta il suo vero volto: voi volete tornare a una società in cui le donne non possono decidere sul proprio corpo. È un chiaro attacco ai diritti delle donne e non è il primo di questo genere. Ma che voi lo vogliate o no, la maggioranza di questo Parlamento ha votato l'iniziativa My Voice My Choice meno di due mesi fa. Perché in Stati in cui l'aborto è negato come in Polonia le donne muoiono ancora, perché le nostre nonne e bisnonne hanno lottato per questo diritto. È inaccettabile. L'aborto non è solo una scelta, ma un diritto. E non permetteremo mai all'estrema destra di togliercelo".

Per Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Alice Spaccini, coordinatrice della Campagna "l'episodio di oggi di oggi a Strasburgo si inserisce in un percorso politico che ha avuto un passaggio decisivo lo scorso dicembre, quando il Parlamento europeo ha riconosciuto, per la prima volta, che l'accesso all'aborto sicuro e legale è una questione europea", hanno commentato. "La contestazione di oggi dimostra come, dopo quel voto, il tema dell'aborto sicuro sia entrato nell'agenda politica europea. La domanda di diritti avanzata da milioni di cittadine e cittadini ha già ottenuto un primo riconoscimento politico",  hanno ricordato. "Ora la responsabilità passa alla Commissione europea, chiamata a dare seguito al segnale espresso a dicembre dal Parlamento europeo e sostenuto da oltre un milione di firme, traducendolo in un'iniziativa concreta. Per questo chiediamo al Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto, cittadino di un Paese dove il diritto a un aborto sicuro è riconosciuto, seppur tra mille ostacoli, di sostenere la nostra richiesta", hanno concluso.

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