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Stipendio statali a gennaio 2026, di quanto aumenta e chi ottiene di più: il cedolino su NoiPA

A gennaio 2026 nella busta paga degli statali arrivano gli aumenti legati alla nuova Irpef, e non solo. Per i docenti e i dipendenti del comparto Scuola scattano anche alcune novità dovute al rinnovo di contratto. Ora le somme sono visibili nel cedolino di NoiPA: ecco cosa cambia.
A cura di Luca Pons
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Lo stipendio dei dipendenti statali a gennaio 2026 sarà più alto rispetto allo scorso anno. È l'effetto dell'ultima legge di bilancio, che riguarderà soprattutto chi ha stipendi medio-alti, ma per alcuni comparti scatta anche il nuovo contratto collettivo, con i relativi aumenti e arretrati. È il caso della scuola: docenti e personale Ata riceveranno i nuovi importi dovuti, oltre agli arretrati per gli ultimi due anni. La differenza è visibile, ora che i nuovi cedolini sono disponibili su NoiPA. Ecco cosa cambia.

Statali, come cambia la busta paga di gennaio con la nuova Irpef 2026

La differenza che riguarda il maggior numero di dipendenti pubblici è quella della nuova Irpef. Con la manovra 2026, infatti, il governo ha abbassato leggermente l'aliquota che tocca i redditi tra 28mila e 50mila euro: non è più del 35%, ma del 33%.

Numeri alla mano, chi ha uno stipendio complessivo più basso di 28mila euro (lordi) all'anno non vedrà nessuna differenza. Chi è poco al di sopra di questa soglia avrà un guadagno molto limitato: pochi euro al mese, circa 40 euro all'anno.

L'aumento sarà più notevole per chi si avvicina a 50mila euro (sempre lordi) all'anno, oppure li supera. In questo caso il risparmio sulle tasse che finisce in busta paga può andare fino a 440 euro all'anno, quindi circa 37 euro al mese. Il taglio dell'Irpef ha effetto per prende fino a 200mila euro all'anno. Superato questo livello, il beneficio viene in gran parte annullato.

La misura si unisce ad altri interventi fiscali pensati per ritoccare leggermente lo stipendio in busta paga. Ad esempio, gli straordinari saranno tassati al 15% per chi prende fino a 50mila euro. Questo porterà a aumento di stipendio che potrà valere fino a 800 euro all'anno.

Scuola, a gennaio 2026 arrivano i nuovi stipendi con gli arretrati: quanto valgono

C'è poi il caso particolare del comparto Scuola, o meglio Istruzione e ricerca. Il nuovo contratto collettivo nazionale, valido per il periodo 2022-2024, è stato firmato il 23 dicembre 2025. Questo significa che i suoi effetti inizieranno a farsi sentire proprio da gennaio 2026.

In busta paga per insegnanti, personale Ata, ricercatori e personale Afam appariranno gli aumenti tabellari previsti nel rinnovo. L'importo per i docenti dipende dall'anzianità, dalla qualifica e dalla scuola in cui si insegna. Ad esempio, un professore delle superiori laureato, con più di 35 anni di anzianità, si ritroverà 185,31 euro lordi in più al mese nello stipendio. La somma sarà più bassa per chi insegna alle elementari, e da meno di nove anni: 110,12 euro lordi. La media è di circa 150 euro al mese.

La legge di bilancio ha previsto una detassazione anche per gli aumenti contrattuali, ma questa si applica solamente ai dipendenti privati. Perciò, le somme extra inserite negli stipendi dei lavoratori della scuola verranno tassate normalmente.

A gennaio 2026 il personale scolastico avrà anche gli arretrati per gli anni 2024 e 2025. Ci sono tabelle apposite per calcolare gli arretrati, che per gli insegnanti possono andare da circa 1.300 euro fino a oltre 2mila euro, sempre in base ad anzianità e grado scolastico.

Non ci sarà, invece, il pagamento una tantum di 111,70 euro per i docenti e di 270,70 euro per il personale ATA (si parla sempre di somme lorde). Questo è rimandato allo stipendio di febbraio 2026. La potrà ottenere, però, solo chi ha iniziato a lavorare nella scuola entro il 31 dicembre 2023.

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