L'attivista e sindacalista Aboubakar Soumahoro ha deciso di iniziare una protesta simbolica, mentre il governo è impegnato a villa Pamphilj con gli Stati generali dell'economia: "Oggi, inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui a Villa Pamphili (Via Aurelia Antica, 183), dove si stanno tenendo gli Stati Generali, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi", così ha scritto sul suo profilo Twitter.

Oggi è la terza giornata di lavori a Villa Pamphilj a Roma. Ieri, dopo la presentazione del piano per la ripartenza post Covid, preparato dalla task force guidata dal manager Vittorio Colao, il premier Conte ha incontrato le rappresentanze sindacali, annunciando il decreto, approvato poi in serata, con il quale l'esecutivo ha prolungato di 4 settimane la cassa integrazione, e ha promesso una riorganizzazione del sistema di ammortizzatori sociali. Oggi saranno prima Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Confartigianato, e Cna, e poi Unioncamere, Federdistribuzione, Federterziario, Assoeventi, CNCC – Consiglio dei Centri Commerciali, a incontrare il premier. Alle 15:30 toccherà ad Alleanza delle Cooperative Italianee Ue Coop – Unione Europea delle Cooperative, mentre alle 18 saranno attese Abi, Ania, Assogestioni e Federcasse. Per i sindacati la giornata di ieri è stata positiva, anche se si tratta solo di un primo passo.

Aboubakar Soumahoro aveva organizzato anche uno sciopero dei braccianti agricoli, lo scorso 21 maggio 2020, quando il governo aveva annunciato la regolarizzazione del lavoro nero, provvedimento contenuto nel dl Rilancio, e giudicato largamente insufficiente dal sindacalista.

"Aboubakar Soumahoro si è incatenato questa mattina nei pressi della sede degli Stati Generali e ha iniziato uno sciopero della fame che andrà avanti finché il governo non ascolterà il grido di dolore degli invisibili e degli esclusi. A partire dalle grida dei braccianti dimenticati dalla cosiddetta regolarizzazione prevista nel Decreto Rilancio", ha scritto l'Usb – Unione Sindacale di Base in una nota.

"Sono gli stessi lavoratori che a giugno hanno visto morire Mohamed Ben Ali, per tutti Baye Fall, nell’incendio della sua baracca a Borgo Mezzanone, nel Foggiano, e Adnan Siddique, ucciso dai caporali a Caltanissetta. I lavoratori agricoli e gli invisibili delle periferie chiedono al governo, riunito da giorni a Villa Pamphili, risposte chiare su 3 punti: Riforma della filiera agricola; varo di un Piano Nazionale Emergenza Lavoro; Cambio delle politiche migratorie". 

Le sardine aderiscono alla protesta di Aboubakar Soumahoro

Il movimento delle sardine aderisce all'iniziativa di Aboubakar Soumahoro; "Come sardine aderiamo sia nella sostanza che nello stile alla sfida lanciata da Aboubakar. Una proposta umile, intelligente e rivoluzionaria. Aggregare le battaglie, farsene carico senza interessi elettorali, arrivare alla radice dei problemi: questo è l’inizio di quella grande “coalizione”, dialogo e speranza che auspichiamo da mesi. Noi ci siamo con tutte le nostre forze e tutti i mezzi e le speranze possibili. Torniamo a dialogare, torniamo umani, torniamo a fare politica tutti insieme. Se non siamo capaci di aggregarci intorno a un simbolo, aggreghiamoci intorno a un’idea. Gli invisibili saranno visibili, non con le parole ma con i fatti", scrivono in una nota le Sardine. L'attivista Jasmine Cristallo sta raggiungendo il sindacalista fuori da Villa Pamphili.