Oggi si registrano 23232 nuovi casi di coronavirus su 188.659 tamponi eseguiti e 853 morti. Lo ha detto il professor Giovanni Rezza durante la conferenza stampa sulla situazione epidemiologica in Italia. Sottolineando che, come accaduto nella prima ondata, al netto di un rallentamento nell'aumento dei nuovi casi si contano ancora diversi decessi. "Faremo i conti con una scia di decessi ancora per un po'", ha chiarito il direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute. "Bisogna essere equilibrati nella lettura dei dati. C'è qualcosa di positivo, ma c'è anche qualcosa di tragicamente negativo che permane. Bisogna continuare a tenere alta la guardia".

Anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, ha preso la parola confrontando i numeri attuali con quelli della scorsa settimana. In particolare per quando riguarda le vittime: esattamente sette giorni fa contavamo 731 decessi contro i 853 di oggi, quindi 122 di più. Locatelli ha anche comunicato alcuni dati rispetto alla situazione negli ospedali, confermando che stiamo andando nella giusta direzione. "Ancora per qualche giorno continueremo a pagare il prezzo dei giorni in cui il coronavirus circolava diffusamente nel Paese".

Cosa succederà per gli impianti sciistici

Gli esperti hanno commentato anche le ultime indiscrezioni di stampa sulla riapertura degli impianti sciistici per le vacanze di Natale. "Anche se c'è tutta un'economia che si muove in questo settore, bisogna purtroppo ricordare che l'anno scorso tra febbraio e marzo vedemmo molte file e sappiamo che ci furono molte persone infette che in quel modo facilitarono la diffusione dell'infezione. Non è solo lo sci, ma ci sono anche una serie di attività connesse che favoriscono gli assembramenti nei luoghi chiusi. Ma è chiaro che su questo punto serve un coordinamento europeo. Altrimenti potrebbe crearsi una situazione di crisi. Dobbiamo essere molto cauti ed evitare situazioni troppo rischiose. Non vorrei che l'effetto delle misure che abbiamo preso finora ci portasse ad allentarle, portandoci a conseguenze dannose", ha spiegato Rezza. Parlando di come il vaccino, che potrebbe arrivare già nei prossimi mesi, deve portarci a "resistere ancora un po'". E ancora: "Da un punto di vista sanitario, continuiamo a resistere ancora un po' e quando arriveranno le prime dosi del vaccino potremo vedere un impatto meno pesante della pandemia. Ma abbiamo visto che possiamo contenere il virus anche senza un lockdown completo, continuiamo a fare ancora qualche sacrificio". Locatelli ha poi aggiunto: "I numeri attuali credano che non rendano compatibile un'ipotesi di riapertura, perché vorrebbe dire riesporre tutto il Paese a una ripresa della curva epidemica".

Saranno permesse gli spostamenti tra Regioni?

Rispondendo a una domanda di Fanpage.it sulla possibilità di permettere gli spostamenti tra le Regioni durante le vacanze natalizie, Rezza ha detto "Inutile negare che i germi si muovono con le persone e che più persone si incontrano, più si creano focolai. Più le persone si muovono, più aumentano i rischi di infezione. Non posso negare la mia preoccupazione, ma questa è una decisione della politica. Quello che io posso dire è che certamente spostamenti illimitati e aggregazioni rappresentano un rischio per la diffusione dell'infezione". Locatelli ha aggiunto: "Quando trattiamo degli errori di agosto di cui ha parlato anche Giuseppe Conte, torniamo a queste questioni. I numeri ci devono sempre ricordare che per quanto la curva epidemica sembri sotto controllo, non siamo fuori dal problema. La socialità e l'affettività all'interno delle famiglie non possono farci pensare di esserci messi alle spalle la situazione ". Per poi sottolineare come allora sia necessario "evitare di creare momenti di associazione tipici del giorno di Natale o Capodanno". E ancora: "Ho difficoltà interiori a commentare cosa succederà a Natale, con festeggiamenti o impianti sciistici, con questi numeri".