Sondaggi politici, ora centrodestra e campo largo sono quasi pari: quanta distanza c’è tra i partiti

Fratelli d'Italia è ancora in testa, abbastanza indisturbato, ma ora la distanza tra le coalizioni inizia a essere davvero stretta nei sondaggi politici. Nonostante il calo del Pd e di Verdi-Sinistra, grazie alla risalita del Movimento 5 stelle, il ‘campo largo' è a pochi decimi di distanza dal centrodestra. Questo, almeno, è ciò che emerge dalla rilevazione di Youtrend realizzata per Sky Tg24.
Fratelli d'Italia è al 29,4%. Una crescita importante rispetto all'ultimo sondaggio, che risale a un mese fa: +1,1%. Per i meloniani il trend è in salita, dato che a novembre lo stesso sondaggio li dava sotto il 28%. A conferma che il consenso verso il partito della presidente del Consiglio, al momento, non è scalfito dalle crisi internazionali né dalle difficoltà interne. Sia gli avversari che gli alleati restano parecchio distanti, in termini di voti.
Ma lo strapotere di un partito solo non basta, necessariamente, a vincere le elezioni. Quello che conta è la forza della coalizione. E qui per il centrodestra il tasto è più dolente.
La Lega si porta all'8,2% con un +0,1% che significa, in sostanza, stabilità. La spaccatura portata dai vannacciani, per ora in netta minoranza, non è pesata sui consensi del Carroccio. Va peggio a Forza Italia: 7,7% dei voti, con un calo dello 0,6%. Discesa che basta a causare l'ennesimo sorpasso dei leghisti sui forzisti, nella corsa al posto di seconda forza della maggioranza.
Nel campo dell'opposizione, al primo posto c'è il Partito democratico al 21,4%. Le feste invernali non sono state un buon periodo per il Pd: il bilancio nel sondaggio è di -1,4%, il calo peggiore tra tutte le forze politiche. I democratici continuano a oscillare tra il 21 e il 22%, senza un salto che permetta di impensierire direttamente FdI.
D'altra parte, quasi tutta la discesa viene ‘recuperata' dal Movimento 5 stelle: 13,8% dei voti e +1,1% rispetto a un mese fa. Certo, nel Pd nessuno sarà contento che i voti siano passati i pentastellati, ma nell'ottica di una eventuale, vera coalizione potrebbe essere importante per non perdere terreno nei confronti della maggioranza.
Nel frattempo, Alleanza Verdi-Sinistra scende al 6,7% perdendo ben lo 0,7% e confermando una flessione dei consensi nell'ultimo periodo. Azione di Carlo Calenda è stabile al 3,3%, così come non si muovono +Europa al 2% e Italia viva all'1,9%. Nessun cambiamento anche per Noi moderati, forza minore del centrodestra, allo 0,9%.
Come detto, quello che conta è il risultato degli schieramenti nel loro complesso. Eccoli: sommando tutte le forze del centrodestra, si arriva al 46,2% dei voti. Un risultato buono, un paio di punti in più di quello ottenuto alle ultime elezioni, sempre grazie alla tenuta di Fratelli d'Italia.
Mettendo insieme Pd, M5s, Avs, Italia viva e +Europa, cioè gli schieramenti che si sono presentati insieme a tutte le ultime elezioni regionali, si arriva al 45,8%. Quattro decimi di distacco, meno di mezzo punto. Una distanza che è ampiamente entro il margine di errore, e che quindi dal punto di vista statistico è molto simile a un pareggio. In questo scenario potrebbero diventare determinanti le forze politiche più ‘piccole', come Azione e gli altri schieramenti di centro. Ma molto dipenderà dalla legge elettorale, di cui si parlerà nei prossimi mesi.