Gli sviluppi della crisi di governo stanno avendo un chiaro impatto sulle dinamiche dei flussi di consenso elettorale, orientando le scelte dei cittadini. È questo il dato più rilevante fotografato da un sondaggio dell’Istituto specializzato Tecné e riportato da La Repubblica sulle intenzioni di voto degli italiani nel caso in cui fossero chiamati alle urne in tempi brevissimi. La Lega si conferma il primo partito con il 31,3% dei consensi, in calo di ben tre punti percentuali rispetto al risultato delle Elezioni Europee e in trend negativo dopo la decisione di Matteo Salvini di mettere fine all’alleanza di governo e proporre una mozione di sfiducia (poi ritirata) nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Recupera terreno il Movimento 5 Stelle, ora accreditato del 20,8%, in crescita di oltre tre punti rispetto al risultato delle Europee, ma comunque lontanissimo da quello ottenuto alle politiche del 2018. Il partito di Luigi Di Maio beneficia delle intenzioni di voto dell’elettorato governista e di quello che si riconosce intorno alla figura del Presidente del Consiglio dimissionario. Bene anche il Partito Democratico, che otterrebbe il 24,6%, migliorando il 22,7% delle Europee e il pessimo risultato delle politiche del 2018. La coalizione di centrodestra avrebbe ancora un ampio margine, dal momento che Forza Italia (in calo di mezzo punto percentuale) incasserebbe l’8,3% dei consensi e Fratelli d’Italia il 6,7%. In calo le altre forze di centrosinistra, con + Europa al 2,5%, Europa Verde all’1,8% e La Sinistra all’1,4%.

Interessante anche il dato sul posizionamento degli elettori rispetto a un immediato ritorno alle urne. Se il 50% degli italiani ritiene che sia stato opportuno aprire ora la crisi di governo (contro il 38% che avrebbe auspicato la prosecuzione dell’esecutivo Lega – Movimento 5 Stelle), allo stesso tempo il 48,3% è ancora indeciso e non sa se andrebbe a votare.