Sondaggi politici, cresce il Pd e cala la destra: quanti voti prenderebbero i partiti alle elezioni

Fratelli d'Italia perde terreno ma resta il primo partito in Italia con ampio distacco. I suoi alleati fanno meno bene, e così i passi avanti del Pd e di Alleanza Verdi-Sinistra permettono all'opposizione di avvicinarsi. Tra le coalizioni la distanza di riduce, anche se c'è. A riportarlo è la nuova media dei sondaggi realizzata da Termometro politico, la prima dall'inizio del 2026, che quindi misura come si sono evoluti i consensi degli italiani dalla fine dello scorso anno.
Fratelli d'Italia è al 30,1%. Un risultato in discesa rispetto a dicembre 2025, ma che comunque lascia Giorgia Meloni tranquilla. Il margine di vantaggio rispetto agli avversari, infatti, è decisamente ampio. A tre anni e mezzo dalla vittoria alle elezioni, FdI resta sopra la soglia del 30% e nettamente la prima forza politica del Paese.
Intanto però perdono voti anche gli alleati. Forza Italia va all'8,8% mentre la Lega scende all'8,4%. La media delle rilevazioni conferma che in questo momento FI è davanti al Carroccio – che è anche segnato dalle tensioni interne con Roberto Vannacci. Certo, con questi numeri è chiaro che una eventuale ‘fuoriuscita' del generale per farsi una propria forza politica alle prossime elezioni sarebbe dannosa. Ma per il momento non ci sono segnali chiari su questo.
Il Partito democratico va al 21,9%. Una risalita per i democratici, che nelle medie di Termometro politico con queste rilevazioni avevano raggiunto questo livello solo due volte da agosto. Nell'anno e mezzo (ma probabilmente meno) che ci separa dalle prossime elezioni, il Pd sarà chiamato a chiarire i rapporti sia con gli alleati che al proprio interno. Anche su Fanpage.it è avvenuto un confronto tra l'ala riformista del partito e quella più vicina alla segretaria Schlein, tra dialogo e divisione.
Il Movimento 5 stelle è al 12,6%, con un leggero passo indietro dopo un periodo di crescita. Nell'opposizione a compensare questa discesa c'è il lieve incremento di Alleanza Verdi-Sinistra, al 6,3%. Tutte e tre le principali forze centriste, poi, perdono qualche decimo. Azione di Carlo Calenda prende il 3,2%, Italia viva di Matteo Renzi il 2,5%, +Europa l'1,7%.
Nel complesso, la coalizione di centrodestra raccoglie il 47,3% dei voti secondo questa rilevazione. Dall'altra parte invece il centrosinistra, o campo largo, per come si è presentato alle ultime regionali – Pd, M5s, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia viva e +Europa – arriva al 45%. Il distacco al momento sembrerebbe quindi essere di pochi punti, con un ruolo decisivo per quel 3% circa raccolto da Azione. In questa situazione, nel giro di un anno molte cose possono cambiare anche in modo determinante. E, sullo sfondo, resta aperta la riforma della legge elettorale che potrebbe essere decisiva per assegnare la maggioranza a uno schieramento piuttosto che all'altro.