Sondaggi politici, centrodestra in lieve vantaggio: sfida tra Conte e Schlein alle primarie, chi può vincerle

Il centrodestra è leggermente avanti ma il margine è molto corto. Tra i due schieramenti in questo momento si gioca un testa a testa. Un'altra sfida è quella interna al campo largo e che vede Elly Schlein e Giuseppe Conte contendersi la leadership della coalizione. Anche in questo caso la distanza è di appena un punto percentuale. Vediamo nel dettaglio l'ultimo sondaggio Dire Tecnè.
Il borsino dei partiti
In teste alle preferenze è ancora Fratelli d'Italia con il 29% dei consensi. Il partito di Giorgia Meloni per ora sembra aver retto abbastanza bene la sconfitta al referendum e le polemiche che hanno travolto alcuni suoi esponenti di spicco: dall'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro all'ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, travolti dall'ondata di dimissioni post voto, fino al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e al suo affaire con Claudia Conte.
Regge anche Forza Italia, che si mantiene attorno all'8,9%. Dopo lo scossone ricevuto con la bocciatura della riforma della giustizia sono ripartiti i lavori per rilanciare l'immagine del partito, fortemente richiesti dalla famiglia Berlusconi che a questo proposito ha voluto incontrare il segretario Antonio Tajani.
La Lega si è leggermente ripresa ma resta distante dagli azzitti, con il 7,2%. Infine, quarta gamba della coalizione è Noi Moderati con l'1%.
A guidare il centrosinistra invece è sempre il Partito Democratico, che totalizza il 22,3% dei consensi. Segue, a dieci punti di distanza, il Movimento 5 Stelle, al 12,8%. Alleanza Verdi-Sinistra resta stabile, al 6,3%. Più in fondo Italia Viva, con il 2,3% e +Europa con l'1,5%.
Fuori dagli schieramenti troviamo: a destra Futuro Nazionale di Roberto Vannacci che si attesta al 2,7%, e al centro, Azione con il 3,1%.
Il borsino delle coalizioni
Ora che la campagna elettorale per il 2027 sembra ufficialmente partita, l'attenzione è rivolta al borsino delle coalizioni. Per il momento il centrodestra risulta avanti, anche se solo con meno di un punto di scarto. In particolare l'attuale maggioranza di governo raccoglie il 46,1% contro il 45,2% del campo largo. Insomma le due coalizioni sono vicinissime. Certo ci sono diverse incognite da considerare e che potrebbero modificare gli equilibri a favore dell'una o dell'altra. Tra queste, il posizionamento di Vannacci: se dovesse scegliere di allearsi con il centrodestra, farebbe guadagnare a Meloni qualche prezioso punto.
Chi vince le primarie
Nel centrosinistra si gioca un'altra partita importante il cui esito andrà necessariamente definito prima del voto nazionale. La scelta del leader della coalizione sarà un passaggio fondamentale per capire chi sarà l'avversario diretto di Meloni. Laddove i partiti del fronte progressista optassero per le primarie come metodo di selezione, tra Elly Schlein e Giuseppe Conte vincerebbe quest'ultimo, seppur con uno scarto ridotto. Il leader M5s raccoglierebbe infatti il 41% dei consensi contro il 40% della segretaria Pd. Anche qui bisogna tenere conto di alcuni fattori: in primis la quota degli indecisi ancora alta, al 19% e in secondo luogo, il possibile ingresso di nuovi sfidanti (ad esempio la sindaca di Genova, Silvia Salis, fortemente sostenuta da Renzi e che recentemente ha aperto alla possibilità di una candidatura anti-Meloni).