Draghi piace agli italiani, il suo governo no. In estrema sintesi si potrebbero riassumere così i risultati raccolti dal sondaggio di Euromedia Research per il quotidiano La Stampa. La fiducia riscontrata nel neopresidente del Consiglio un po' ovunque nelle scorse settimane, si scontra con quella riposta nella squadra dei ministri che ha scelto per questa esperienza di governo. E ancora lo squilibrio delle componenti, tecnica e politica, e le aspettative di continuità o discontinuità con il governo Conte due. Le strategie per l'immunità devono essere la priorità nell'agenda di Draghi secondo i cittadini, che cominciato a cedere psicologicamente dopo un anno di pandemia di Covid.

La squadra dei ministri del governo Draghi non piace agli italiani

Secondo il sondaggio, al 44,1% dei cittadini non piace la squadra dei ministri del governo Draghi, mentre il 31,2% dice di gradirla e il restante 24,7% non risponde. La componente tecnica del nuovo esecutivo è la più importante per il 44,5% degli italiani, che crede che dovrebbe prevalere sia nella squadra dei ministri che nel peso degli incarichi. Il 33,8% dice che dovrebbe essere considerata di più la componente politica, mentre il 21,7% non risponde. E rispetto al governo Conte due? Il 56,1% degli intervistati dice di volere un cambio di passo, con discontinuità rispetto all'esecutivo precedente, mentre il 31,9% vorrebbe che si continuasse sulla scia del governo giallorosso.

Quali devono essere le priorità del governo Draghi secondo i cittadini

Gli italiani hanno chiaro in mente quali devono essere le priorità nell'agenda del governo Draghi: il 48,3% dice di voler mettere al primo posto le strategie per l'immunità, il 20,6% un piano per ridurre il carico fiscale, il 7,7% vorrebbe un'accelerazione sui cantieri. E ancora: il 6,8% pone l'attenzione sull'economia green e sulla transizione energetica, il 6,3% chiede riforme e merito nell'istruzione, il 3% punta sulla transizione digitale, il 2% sulla giustizia civile. L'anno di pandemia da Covid-19 si inizia a far sentire psicologicamente sui cittadini: il 32,7% dice che si sente ancora forte e può andare avanti, mentre il 30,2% spiega di avere i primi segni di cedimento. Il 24,2% dice di non farcela più, il 9,6% di non aver cambiato per niente la propria vita.