La crisi di governo aperta da Matteo Renzi non porta consensi per Italia Viva. A dimostrarlo sono i dati del sondaggio realizzato daIndex Research per Piazza Pulita, trasmissione in onda su La 7. Il partito di Renzi perde lo 0,6% in una settimana e scende sotto il 3%. Perde consensi anche la Lega, che rimane però in testa, mentre crescono nelle rilevazioni sia il Pd che il Movimento 5 Stelle, principali partiti della maggioranza. La Lega perde mezzo punto percentuale rispetto alla settimana precedente, attestandosi al 23,2%. Segue il Pd, che guadagna lo 0,3% e raggiunge il 19,5%.

Terzo posto per Fratelli d’Italia, che guadagna lo 0,1% e raggiunge il 17%. Cresce dello 0,4% il Movimento 5 Stelle, che torna al 15%, mentre continua a perdere consensi (-0,3%) Forza Italia, ora al 6,5%. In leggera crescita troviamo Azione (al 3,8%) e La Sinistra (al 3,6%). Crolla Italia Viva di Matteo Renzi: con la crisi di governo perde lo 0,6% e si ferma al 2,9%, sotto la soglia psicologica del 3%. Al 2,5% troviamo +Europa, all’1,9% i Verdi, all’1,2% Cambiamo.

Sondaggi, la fiducia nei leader: crollano Conte e Renzi

Il leader che gode di maggiore gradimento è ancora Giorgia Meloni: la presidente di Fdi si attesta al 38%. Pochi i cambiamenti in questa graduatoria, a partire dal calo del 2% del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al 32%. Al 27% c’è Matteo Salvini, al 25% Nicola Zingaretti, al 18% Silvio Berlusconi, al 17% Carlo Calenda e Luigi Di Maio. Chiude, nettamente più indietro, Matteo Renzi, che perde il 4% e si ferma all’11% di consensi personali.

Il futuro del governo Conte nei sondaggi

Agli intervistati viene chiesto quanto durerà il governo Conte: il 42,1% pensa che arriverà fino all’elezione del presidente della Repubblica nel 2022. Il 37,3% ritiene che la vita del governo è destinata a durare pochi mesi, con un ritorno al voto prima dell’estate. Il 7,8%, invece, pensa che l’esecutivo possa arrivare fino a fine legislatura. Inoltre, un’altra domanda riguarda Renzi: il fatto che sia fuori dal governo viene ritenuto un male dal 53,8% del campione, mentre è un bene per il 32,8%.