Fra pochi giorni, i parlamentari eletti nella tornata del 4 marzo si riuniranno per la prima volta, avviando di fatto la nuova legislatura. Venerdì prossimo si cercherà di eleggere il Presidenti di Camera e Senato e nei giorni successivi cominceranno le consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. Data la conformazione dei gruppi parlamentari il percorso si annuncia molto complesso: come noto, nessuna lista o coalizione ha la maggioranza nei due rami del Parlamento e le trattative per governi di compromesso non sembrano essere a buon punto.

Anche per questo ha ripreso corpo l'idea di un esecutivo composto da "tutte" le forze politiche, magari con lo scopo di fare la nuova legge elettorale e poi permettere un nuovo ritorno alle urne. Sul punto, però, gli italiani non sembrano concordare, come emerge nitidamente dai sondaggi realizzati in questi giorni. Particolarmente interessante è quello realizzato dall'istituto Tecné per la trasmissione televisiva Matrix, che mostra le posizioni degli elettori dei diversi schieramenti rispetto alla soluzione della crisi di governo.

Relativamente alla possibilità che si formi un governo di unità nazionale, infatti, l'80% degli elettori di centrodestra si dice contrario, il 17% favorevole e il 3% ancora non ha preso posizione. Va addirittura peggio fra gli elettori del MoVimento 5 Stelle: l'85% è contrario a una soluzione di questo tipo, il 9% è favorevole e il 6% ancora è incerto. Leggermente più disponibili a una soluzione di compromesso sembrano essere gli elettori del centrosinistra: il 61% di essi sarebbe contrario ad appoggiare un governo di unità nazionale, il 23% favorevole e il 16% non ha ancora un'opinione definita.

Vale la pena di sottolineare come lo stesso sondaggio riveli anche la contrarietà degli elettori rispetto alla soluzione Lega – M5s: il 72% dei leghisti non vorrebbe allearsi con i Cinque Stelle, quota che sale all'82% per gli elettori grillini.