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Smart working per fragili e genitori di under 14, come cambiano le regole nel 2024: tutte le ipotesi

Lo smart working agevolato scade il 31 dicembre 2023 per le categorie interessate: lavoratori fragili e genitori di figli under 14. Il Parlamento sta lavorando a una proroga per il 2024, ma non è detto che la misura venga rinnovata per tutti.
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A cura di Luca Pons
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Si riavvicina il nodo dello smart working agevolato: la misura, nata con il Covid e rinnovata di volta in volta  con varie modifiche negli ultimi anni, è in scadenza il 31 dicembre 2023. Il Parlamento è già al lavoro per valutare un'ulteriore proroga, che però potrebbe non coinvolgere tutti. Le due categorie interessate sono i cosiddetti lavoratori fragili, cioè quelli che hanno specifici problemi di salute, e i genitori che hanno figli con età inferiore ai 14 anni.

Lo smart working agevolato è il diritto a lavorare da casa, se lo si chiede alla propria azienda. In pratica, chi ha l'agevolato deve solo fare domanda al proprio datore di lavoro e questo non si può rifiutare di concedere il lavoro in smart, in alcuni casi anche se per farlo è necessario cambiare mansione (purché non ci sia demansionamento e sempre a parità di stipendio).

Chi ha lo smart working agevolato oggi e quando scade

Oggi, e fino al 31 dicembre 2023, hanno accesso allo smart working agevolato tutti i lavoratori fragili sia del settore pubblico che del privato: per definire chi sono i ‘fragili' si può fare riferimento a un decreto del ministero della Salute pubblicato nel 2022. Hanno diritto all'agevolazione anche i lavoratori del privato che hanno figli under 14. Questi ultimi, però, possono ottenerla solo se la loro mansione è compatibile con lo smart working, e se entrambi i genitori lavorano, quindi nessuno dei due prende misure di sostegno al reddito né è disoccupato.

In più, c'è la categoria dei dipendenti che secondo le valutazioni del medico risultano esposti al contagio da Covid-19 (per la loro età, oppure perché hanno condizioni di immunodeficienza o malattie pregresse). Per loro lo smart working è riconosciuto anche a costo di cambiare mansione. In generale, chi non ha diritto allo smart working agevolato può comunque chiedere di lavorare da casa, ma deve raggiungere un accordo con il suo datore di lavoro o la sua azienda.

Come possono cambiare le regole da gennaio 2024

La proposta sul tavolo è quella di una proroga per sei mesi, ovvero fino a giugno 2024. La misura dovrebbe essere inserita nel decreto Proroghe che la commissione Finanze del Senato sta esaminando, e che dovrebbe arrivare in Aula già la settimana prossima. Il governo Meloni sembrerebbe intenzionato a riconoscere lo smart working agevolato per i genitori con figli under 14, anche perché la misura riguarda solo i dipendenti privati quindi per lo Stato i costi sarebbero quasi nulli.

Per i lavoratori fragili, invece, l'agevolazione riguarda anche i dipendenti pubblici e trovare i soldi per prolungarla sembra più complicato. Ci sono ancora alcuni giorni di tempo, ma già in passato il governo aveva fatto capire di voler bloccare lo smart working agevolato per i dipendenti pubblici, che poi invece è stato prolungato fino al 31 dicembre 2023. Il ministero della Pubblica amministrazione Zangrillo a settembre ha detto che l'anno prossimo bisognerebbe arrivare a un "differente approccio", inserendo il "lavoro agile" direttamente nei contratti collettivi e mettendo da parte gli interventi del governo.

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